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Commercio, nulla di fatto in Commissione: il disappunto del Pd

La Commissione, alla presenza di associazioni sindacali e categoria in rappresentanza dei commercianti, convocata per valutare l’opportunità di organizzare il mercato in area R6 anche nella terza domenica del mese

Caos nell’ultima seduta della Commissione Commercio a cui hanno partecipato le associazioni sindacali e di categoria in rappresentanza dei commercianti e convocata per valutare l’opportunità di organizzare il mercato in area R6 anche nella terza domenica del mese. “Ieri si è consumata l’ennesima pagina dannosa di questa nostra telenovela amministrativa” hanno commentato i consiglieri comunali del Partito democratico Omar Sarubbo, Alessandro Cozzolino ed Enzo De Amicis.

“La maggioranza era senza numero legale perché rappresentata da soli quattro componenti – spiegano i tre membri della Commissione – tra l’altro tutti e quattro con idee diverse l’uno dall’altro. L’assessore Picca non aveva ben chiaro cosa proporre e i rappresentanti delle categorie invitati avevano poca intenzione di confrontarsi tra loro”.

“L’incontro si è risolto in un caos di urla, mozioni d’ordine e sospensioni che hanno danneggiato tutti perché alla fine non è stata presa alcuna decisione. Quest’anarchia è causa della mancata linea politica da parte dell’amministrazione in merito alla questione del commercio a Latina – dichiara Sarubbo - e dell’incapacità della giunta e della maggioranza di mediare tra le parti al fine di raggiungere l’unico vero obiettivo necessario, ovvero aiutare commercianti e consumatori in un momento di grave crisi economica”.

Il Pd ha lasciato la riunione senza chiedere la verifica del numero legale, come spiegano i consiglieri, per consentire la prosecuzione della discussione. “L’abbiamo fatto per rispetto dei rappresentanti delle categorie sindacali che avevano impegnato la mattinata invano – hanno proseguito - e che, chiamati ad assistere a questa indegna rissa politica tra alleati, avevano tutto il diritto di ottenere una risposta. Il Comune non ha idee e tutti i nodi stanno venendo al pettine. La maggioranza è impegnata da mesi in una lotta intestina per il rimpasto di giunta e le tensioni interne alla coalizione si ripercuotono sulla vita amministrativa della città provocando danni ai cittadini”.

“Quanto accaduto – ribadiscono Sarubbo, Cozzolino e De Amicis - è il prodotto dell’assenza di una politica economica e di scelte pianificatorie a sostegno del comparto commerciale. Basterebbe poco per decidere insieme quali luoghi debbano accogliere mercati all’area aperta e manifestazioni e in quali giorni sia più opportuno farli. Basterebbe un’idea qualsiasi, ma per averla bisogna essere liberi e pensare esclusivamente all’interesse della città, non agli interessi dei singoli. La discussione sul piano del commercio è durata un anno e quella per il Regolamento del Commercio su aree pubbliche dura da mesi. Senza regole e senza pianificazione non ci può essere che anarchia, strada su cui Di Giorgi e i suoi ci stanno conducendo”. 

"Crediamo che i mercati all’area aperta e le fiere – concludono i tre rappresentanti - vadano favoriti e promossi in più zone della città, borghi compresi. Crediamo altresì che l’amministrazione debba agevolare la nascita di mercati tematici e specializzati (agricoli, dell’artigianato locale, dell’economia del mare) oltre al consueto mercato generico del martedì. Qualche tempo fa in commissione parlammo anche della possibilità di aprire mercatini agricoli nelle periferie e nei borghi, su proposta del consigliere Chiarato, ma anche di questo non se n’è fatto nulla a causa delle divisioni interne alla maggioranza”.

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