Politica

Concorsi Asl truccati, la Lega chiede un ciclo di audizioni urgenti in Regione

L’intervento del consigliere pontino Tripodi dopo gli sviluppi sull’inchiesta che ha portato anche all’arresto di Moscardelli: “La politica deve approfondire celermente quanto accaduto"

Erano inevitabili le ripercussioni politiche dopo gli sviluppi dell’inchiesta sui concorsi alla Asl di Latina e l’arresto dell’ormai ex segretario del Partito Democratico Claudio Moscradelli da due giorni ai domiciliai dopo l’operazione di Guardia di Finanza e Polizia dello scorso 1° luglio.

Ad intervenire nelle scorse è stato anche il capogruppo regionale della Lega, Orlando Angelo Tripodi che ha chiesto un ciclo di audizioni urgenti in Regione. “Sosteniamo e rispettiamo l'operato della magistratura e degli investigatori sulle concorsopoli all'Asl di Latina, ma crediamo convintamente che la politica debba approfondire celermente quanto accaduto, attivando immediatamente gli anticorpi delle istituzioni parallelamente alle indagini” ha dichiarato Tripodi attraverso una nota.

“Per questo, abbiamo chiesto un ciclo di audizioni urgenti nella Commissione Trasparenza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dell'assessore regionale alla Sanità e Integrazione Socio-sanitaria, Alessio D'Amato, dell'ex direttore generale dell'Asl di Latina e attuale direttore generale dell'Asl Rm2, Giorgio Casati, del direttore sanitario dell'Asl di Latina, Giuseppe Visconti, e del direttore generale dell'Asl di Latina, Silvia Cavalli’'.

Di un “sistema di governo contro cui ho l'obbligo morale di continuare a lottare per rimettere il merito al centro delle scelte, così non disperdendo le eccellenze e le capacità di tanti concittadini oggi delusi" ha parlato invece il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gaia Pernarella. “Procura, Squadra Mobile della Polizia e Guardia di Finanza - prosegue -, meriterebbero una standing ovation per quanto fatto fino a ora perché con caparbietà sono riuscite a penetrare nel dettaglio, come verosimilmente non avviene solo nel settore sanitario, il funzionamento del sistema del consenso in provincia di Latina: dal consigliere del piccolo comune al rappresentante istituzionale più elevato, ognuno con l’obiettivo, semplice, di perpetuare il proprio raggio di influenza e i propri interessi, personali e di bottega, indipendentemente da dove e con chi ci si schieri. Un trasformismo di fatto dove il consenso diventa merito e quest'ultimo sparisce, emigra altrove, che nausea me e altrettanto la maggior parte dei cittadini che lo subiscono, particolarmente nella provincia dove risiedo e dove da anni vige il cosiddetto patto del Nazareno che su questa vicenda è ben evidenziato da reciproci, convenienti silenzi che viceversa, dove ogni opposizione è stata affievolita, talvolta diventano addirittura pretestuose e sguaiate difese: un mondo capovolto, piramidale e marcio contro cui ognuno di noi deve lottare, e bene hanno fatto Asl e Servizio Sanitario Regionale a preannunciare la propria costituzione di parte civile in un eventuale processo, e che personalmente non smetterò mai di avversare fedele ai principi espressi dai Padri Costituenti in tema di lavoro e diritti”.

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