Coronavirus, asili nido pubblici e privati: dalla Regione Lazio 6 milioni per il post emergenza

Due apposite delibere sono state approvate dalla Giunta

(foto d'archivio)

Circa 6 milioni di euro complessivi a sostegno degli asili nido del Lazio, sia pubblici o convenzionati sia privati accreditati ma non in convenzione, sospesi a seguito dell’emergenza coronavirus: due delibere sono state approvate oggi, 16 aprile, dalla Regione. 

“Quella decisa oggi dalla Giunta regionale è un’altra misura concreta e immediata che abbiamo voluto prendere per sostenere gli asili nido costretti ad affrontare questa emergenza sanitaria ed economica. Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Lazio tutte queste attività, una volta terminata la fase più difficile, potranno riprendere più agevolmente il lavoro, senza il peso di bollette e affitti arretrati, ma anzi avranno anche la possibilità finanziaria di fare nuovi acquisti informatici e provvedere alla necessaria pulizia e sanificazione della struttura”, commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Questi provvedimenti – spiega l’assessore alle Politiche sociali Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli – coinvolgono le prestazioni socio-educative rivolte alla fascia di età 0-3 anni. Il nostro scopo è costruire le condizioni affinché, terminata l’emergenza, il servizio possa ripartire in sicurezza e continuità. Misure che rientrano nel quadro delle iniziative promosse dalla Regione Lazio per essere vicini alle famiglie e ai lavoratori in questa fase di crisi sanitaria che ha rivoluzionato le nostre vite”.

A oggi, nel Lazio risultano accreditate 486 strutture, di cui 259 pubbliche e 227 private. La capacità totale dei posti è di 21.938, di cui 14.329 pubblici e 7.609 privati.

Per quanto riguarda i nidi privati non convenzionati che si reggono esclusivamente sulle rette delle famiglie e rappresentano circa il 30% dei posti accreditati, la Regione Lazio, viene spiegato, “stanzia 3 milioni di euro. Nello specifico, si tratta di 100 euro al mese per ogni posto accreditato dal mese di marzo fino alla ripresa delle attività educative e, comunque, non oltre il mese di luglio. Un contributo straordinario utilizzabile per il pagamento del canone di locazione, spese per le utenze, acquisto di materiale informatico per le attività a distanza e di dispositivi di protezione individuale, manutenzione del verde, spese amministrative, sanificazione e pulizia dei locali”.

Per i nidi pubblici e convenzionati, la Regione ha rivisto “l’originaria destinazione dei fondi per l'abbattimento delle rette, pari a 6 milioni di euro (che si aggiungono agli 11 milioni per la gestione dei nidi in base alla legge regionale 59 del 1980). La quota che potrà essere utilizzata per fronteggiare l’emergenza è quella riferita al periodo da marzo a luglio e ammonta a circa 3 milioni di euro. Risorse da spendere per sostenere i costi di gestione e rimodulare i servizi sospesi, come previsto dall’articolo 48 del decreto Cura Italia. La rimodulazione avverrà grazie alla co-progettazione tra gli enti gestori e i Comuni, come previsto dal protocollo di intesa promosso dalla Regione tra Anci Lazio, il Terzo settore, le Cooperative sociali e le Organizzazioni sindacali”.

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“Entrambi i provvedimenti – conclude l’assessore Troncarelli - rappresentano un ulteriore intervento concreto nell’ottica di una ripartenza che non escluda nessuno. La Regione Lazio conferma così l’attenzione continua verso le famiglie e i lavoratori, intervenendo per alleviare i contraccolpi della crisi sanitaria e gettare le basi per la fase 2”.

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