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Egato 4, battaglia in conferenza dei sindaci: botta e risposta tra Pd e FdI

Il segretario provinciale del Pd boccia l'emendamento proposto dal Comune di Latina. Gli replica il consigliere regionale Tiero

Il Pd provinciale contro il Comune di Latina nell'ultima conferenza dei sindaci dell'Egato 4. Il partito democratico, per voce del suo segretario Omar Sarubbo,  annuncia che voterà favorevolmente alla proposta di Statuto avanzata dalla presidenza. "Questa è la linea stabilita negli incontri interni con i nostri amministratori - precisa il segretario - Al stesso tempo respingiamo il blitz della sindaca del Comune di Latina che, attraverso la presentazione di un emendamento, tenta di concentrare il potere decisionale dell'Egato 4 nelle mani dei soli Comuni più grandi e di accaparrarsi privilegiate postazioni apicali di potere a danno di amministrazioni minori". Secondo il Pd si tratta di un meccanismo che consentirebbe a pochi Comuni maggiori di decidere per tutti gli altri. "L'emendamento - aggiunge Sarubbo - ha già ricevuto parere tecnico negativo. A garanzia di tutti riteniamo che debbano permanere i meccanismi di voto ponderato da un doppio criterio (numero di Comuni e rappresentanza della popolazione residente) e che la presidenza della Conferenza debba essere affidata al presidente della Provincia di turno che istituzionalmente può rappresentare la totalità delle amministrazioni dell’ambito. Riteniamo sia questo il modo per favorire la gestione unitaria all’interno dell’ambito dei servizi idrici integrati. E crediamo sia la strada migliore per affermare il principio di solidarietà alla base del rapporto tra enti Locali e necessario al godimento di un diritto essenziale ed universale di tutti i cittadini indipendentemente dal luogo di residenza. Siamo certi che tutti i sindaci, a partire da quelli dei Comuni medi e minori, vorranno condividere questa impostazione di buonsenso". 

Al segretario del Partito democratico replica puntualmente il consigliere regionale di FdI Enrico Tiero: “Anche i piccoli Comuni possono ambire alla guida dell’Ato 4. Personalmente mi farò promotore di una proposta che vada in questa direzione. Relativamente alla conferenza dei sindaci dell’Ato 4 svoltasi pochi giorni fa, credo sia necessario fare alcune riflessioni. Innanzitutto, ritengo sia utile sottolineare la bontà della proposta avanzata dal Comune di Latina, che punta a una modifica dello Statuto a mio avviso ‘inclusiva’. Si prevede nello specifico, la possibilità di eleggere in seno all'assemblea dei sindaci il presidente, attualmente individuato nella persona del massimo rappresentante della Provincia. In sostanza si permetterebbe in questo modo, anche ai sindaci dei piccoli Comuni, di poter aspirare alla presidenza dell’Ato 4. Penso sia un cambiamento radicale che vada nell’interesse delle piccole comunità locali. Da tanto tempo registro lamentele e proteste per la mancanza di controlli da parte del vertice dell’Ato 4 nei confronti del gestore idrico". "Ho letto con stupore - aggiunge - alcune dichiarazioni rilasciate dal segretario provinciale del Pd. Mi sono posto diversi interrogativi a proposito. Perché continua a mistificare? Molto probabilmente non intende difendere il sistema territoriale ma forse qualche altra cosa?  Vorrei ricordargli che gli emendamenti presentati dal Comune di Latina elaborati alla luce del sole, sono stati depositati 20 giorni prima della discussione, salvo poi essere ritirati per favorire un’ampia e ragionevole discussione tra tutti i Comuni. Ma è convinto Sarubbo che i suoi amministratori sono contenti sia della gestione dell’Ato 4 che della governance di Acqualatina?  
Se non vado errato ci sono state sempre lamentele dei suoi nella gestione di Ato 4 che non controllava adeguatamente il servizio svolto da Acqualatina. Adesso è stato folgorato sulla via di Damasco? Ma è convinto che la sua posizione sia un fattore positivo per i territori e per gli amministratori del suo partito in questa provincia?  Gli ricordo inoltre che il Comune di Latina ha avanzato la richiesta di creare un gruppo di lavoro, volto a facilitare un dialogo costruttivo sulle modifiche allo Statuto dell’Ato. Affermare, come ha fatto il segretario Sarubbo, che la sindaca Celentano ‘avrebbe tentato di concentrare il potere decisionale dell’Egato 4 nelle mani dei soli Comuni più grandi’ è dunque una valutazione totalmente priva di fondamento. Soprattutto ritengo che le decisioni sulla struttura formale dello Statuto in ordine al tema della rappresentanza debbano essere discusse e condivise da tutti i sindaci del bacino idrico, come vorrebbe una prassi corretta quando c’è di mezzo una ‘carta costituzionale, come è nel caso in questione. Il Comune di Latina, ne sono certo, favorirebbe la scelta di un sindaco di un ente minore per la presidenza dell’Ato 4. Mi auguro quindi che sulle modifiche allo Statuto dell’Ato 4 prevalga l’idea di una soluzione condivisa. Sono sicuro che ne trarrebbero beneficio i Comuni, soprattutto quelli minori, ed i cittadini utenti del servizio idrico”.  

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