Ballottaggio, Mulè (Nicola Calandrini Sindaco): “Premiare il vero rinnovamento”

L'intervento della giovane candidata: "Dei 19 consiglieri che entrerebbero in caso di vittoria di Nicola Calandrini al ballottaggio, soltanto 3 sarebbero persone della passata amministrazione, gli altri 16 consiglieri sarebbero volti del tutto nuovi"

“Premiare il vero rinnovamento”: questo l’appello che Simona Mulè, giovane volto della Lista Calandrini Sindaco e possibile futuro consigliere in caso di vittoria al ballottaggio, rivolge ai cittadini in vista del 19 giugno. 

“Dei 19 consiglieri che entrerebbero in caso di vittoria di Nicola Calandrini al ballottaggio – afferma Mulè – è bene che la città sia consapevole del fatto che soltanto 3 consiglieri sarebbero persone della passata Amministrazione, mentre altri 16 consiglieri sarebbero volti del tutto nuovi, che in questi anni hanno lavorato sul territorio e avviato un percorso.

Io personalmente – continua la candidata – sono anni che mi occupo dei problemi del mondo che mi circonda: nel Consiglio comunale dei giovani, nella giovanile di partito, nell’associazionismo e nel terzo settore. Ho sempre portato avanti iniziative che hanno avuto riscontro positivo. Con questo vorrei dire che io alla retorica del rinnovamento a senso unico propagandata da Coletta e dal suo entourage non ci sto”.

“In entrambi i casi è stato detto, dopo il ballottaggio entrerebbero in Consiglio comunale persone nuove. Vorrei dire però –sottolinea la candidata di Calandrini – che tra i due schieramenti non c’è equipollenza. Tutti sappiamo che, mentre noi ci siamo formati facendo la cosiddetta gavetta, dall’altra parte ci sono nomi di comparse o perfino di riempi-lista che prima degli ultimi due mesi nessuno ha mai sentito occuparsi di politica o in senso lato dei problemi di questa città”.

“Dopo la notizia dell’appoggio dei sedicenti rappresentanti pontini di Forza Italia a Coletta, tutto – aggiunge la candidata – appare più chiaro: le forze politiche del commissariamento, le forze che hanno già ripetutamente gettato questa città nell’impasse e nel caos, vogliono nuovamente abbandonare Latina, stavolta nelle mani di un insieme di persone oggettivamente impreparate pur di giocare allo sfascio. E per ragioni di potere e tornaconto personale. Una giunta Coletta ad oggi infatti sarebbe forse peggiore di un commissariamento e comunque a forte rischio di commissariamento.”

“Il mio appello non ai partiti ma alla città – conclude Mulè – è quello di premiare il 19 giugno il vero rinnovamento che possa garantire anche la continuità della consiliatura. Quello di un candidato sindaco scelto da 10.000 cittadini con le primarie e che ha rifiutato accordi con chi ha sfiduciato le giunte di centrodestra. Quello, ancora, di ben 16 consiglieri del tutto inediti che negli anni hanno davvero lavorato approfondendo la conoscenza della macchina amministrativa e che entrerebbero con la vittoria di Calandrini”.

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