rotate-mobile
Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

L’INTERVISTA - Chiarato candidato sindaco: “Noi la valida alternativa ai soliti partiti”

In corsa per la carica di primo cittadino Chiarato illustra alcune delle cose che farà se sarà eletto sindaco, dalla chiusura di Al Karama, alla ripresa dei progetti per il porto e la metro, puntando su turismo, cultura e agricoltura

“Il progetto politico che ha portato le due liste, Latina Città del Sole e FARE! con Flavio Tosi, a sostenere la mia candidatura nasce dall’esigenza di dare un’opportunità ai cittadini di scegliere diversamente dai partiti, perché gran parte del disastro che la città oggi vive è l’effetto di logiche partitiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse dei cittadini stessi”: con queste parole Gianni Chiarato spiega la sua candidatura a sindaco a queste elezioni amministrative nel capoluogo pontino. 

Una corsa solitaria per l’ex consigliere comunale che non ha ceduto alle lusinghe e alle proposte di altri partiti o colazioni rispetto ai quali si presenta ai cittadini come alternativa per la guida della città. 

Sicurezza, una particolare attenzione ai borghi così come a settori chiave per la ripresa e lo sviluppo del territorio, vale a dire turismo, cultura e agricoltura, le grandi opere tra cui la metro e il porto, l’urbanistica sono alcuni dei punti del programma elettorale di Gianni Chiarato. 

SICUREZZA - Sono diverse le proposte che l’aspirante primo cittadino propone in tema di sicurezza, un tema molto sentito da Chiarato perché, ha detto “non voglio nessuno debba più subire quello che io e la mia famiglia abbiamo subito con le due auto bruciate”. Tra queste proposte, spiega “l’implementazione della pianta organica della polizia municipale, l’istituzione dei vigili di quartiere e nei borghi, la videosorveglianza sull’intero territorio comunale, che è uno strumento deterrente ma non la soluzione, un presidio di controllo presso la stazione ferroviaria di Latina Scalo e le autolinee”. A queste si aggiunge poi la chiusura entro 12 mesi del campo nomadi Al Karama così come di tutti i nuclei occupati abusivamente. “Quando nel 2015 proposi la mozione in Consiglio comunale per chiudere il centro Al Karama - precisa poi Chiarato -, tutti quelli che oggi chiedono i voti a Borgo Bainsizza e nelle zone limitrofe o comunque inseriscono questo punto nel loro programma, uscirono dall’aula facendo mancare il numero legale”. 

URBANISTICA - “In commissione Urbanistica sono stato l’unico a dire di sospendere immediatamente i piani in autotutela perché la procedura era sbagliata; quanto accaduto ha messo a rischio i buoni imprenditori e i cittadini che hanno comprato la casa sulla carta creando anche un danno economico alla città. Ora purtroppo il commissario mi ha dato ragione - commenta il candidato sindaco facendo riferimento all’annullamento dei piani particolareggiati da parte di Barbato -. Per me dire ‘lo avevo detto’ rimane semplice, invece sono molto dispiaciuto perché la città soffrirà una procedura sbagliata che io, unico nel centrodestra, avevo più volte segnalato anche in Consiglio comunale”. 

LIDO DI LATINA -  “Innanzitutto bisogna premettere che il lido di Latina può diventare un volano per lo sviluppo socio-economico della nostra città. Io ho una mia visione della marina - illustra Chiarato - con l’approdo di Rio Martino a cui si deve affiancare un nuovo porto, non quello di Foce Verde, per garantire ai cittadini le possibilità di spostamento verso le isole. Poi, considerando che il Comune è proprietario di 180 ettari di terreno da via del Lido a via Sabotino, su questi, secondo una previsione e una pianificazione urbanistica, si può pensare alla realizzazione di due villaggi turistici; serve poi un nuovo piano campeggi; per la viabilità il completamento di via Massaro e i parcheggi di scambio con la rimodulazione dell’attuale senso unico sul lungomare. Inoltre, tra le altre cose, si può procedere al cambio di destinazione d’uso di tutti i locali con predisposizione per i bed&breakfast e ad un accordo di programma con il Ministero della Difesa per rendere fruibile l’area di Valmontorio”. 

E sulla questione stabilimenti? Come intervenire? “Se io sarò sindaco, il nuovo bando per l’affidamento degli stabilimenti non sarà come il vecchio che ha favorito politici o amici e parenti di politici; sarà un bando per far prevalere stabilimenti di qualità che inevitabilmente necessiteranno di investimenti importanti da parte di chi se lo aggiudica”. 

TURISMO E CULTURA - “Per quanto riguarda il turismo, come detto credo si debbano sfruttare al massimo le potenzialità del lido, mentre per il rilancio della cultura bisogna partire dalla storia della nostra città e dal razionalismo. Negli anni la nostra storia e la nostra architettura sono state deturpate e ‘violentate’ e noi abbiamo il dovere di rivalorizzarle, prendendo come esempio quanto fatto dal Comune di Predappio dove la valorizzazione del ventennio fascista è  stata una vera e propria risorsa anche economica. Dobbiamo puntare e mettere a regime i nostri musei, pubblici e privati, penso al Cambellotti, a Satricum, al Procoio, al Terra Pontina come anche Piana delle Orme, per creare un percorso culturale da proporre a tutto il Paese e all’estero. Il teatro poi, deve diventare la massima espressione dei nostri giovani artisti mentre pensiamo anche alla realizzazione di una “cittadella dei giovani” nella sede dell’ex consorzio agrario che deve diventare un punto di aggregazione culturale e di confronto e vediamo il Palazzo M in parte come sede del Rettorato per l’università e in parte come un museo che raccolga la storia della nascita della nostra città”. 

AGRICOLTURA - Come primo punto Chiarato propone un assessorato all’Agricoltura - come ce ne sarà anche uno alla Famiglia se sarà eletto sindaco -. Diverse le proposte anche per sostenere e rilanciare il settore agricolo “con una particolare attenzione ai piccoli produttori”, tra cui l’istituzione di un’”ufficio verde, attraverso cui tutti gli agricoltori potranno interfacciarsi con l’amministrazione” e “l’istituzione dei mercati rionali, nei borghi e nella città, per la vendita diretta dei prodotti”. 

LE OPERE MANCATE - Una su tutte tra le opere mancate è la metro, che per Chiarato "deve essere fatta perché ci sono degli atti amministrativi e perché altrimenti si dovrebbe pagare una penale di 30 milioni condannando il Comune al dissesto finanziario; da questo punto di vista non si tratta di essere favorevoli o meno all’opera" dice. "Se sarò eletto sindaco - spiega il candidato sindaco - come prima cosa farò delle verifiche con l’Avvocatura del Comune; però c’è una cosa che i cittadini devono sapere: i circa 130 milioni di euro di investimento, se la metropolitana non dovesse essere realizzata, andranno persi. Sicuramente sul tracciato dell’opera ci sono delle criticità, ma il progetto resta interessante, penso ad esempio anche alla riduzione dell’inquinamento e ad alcune corse degli autobus che così verrebbero liberate e che potrebbero essere utilizzate per dare un servizio ad altre zone della città, penso ai borghi”. 

NUOVO OSPEDALE - “Il mio programma prevede un nuovo ospedale - spiega Chiarato - per rispondere ai problemi che quotidianamente vengono vissuti dai cittadini come ad esempio le lunghe attese al pronto soccorso o le infinite liste di attesa per gli esami. Il nuovo ospedale è necessario, perché il sindaco deve garantire non solo la sicurezza ma anche la salute dei cittadini, ed è già inserito nel piano sanitario regionale su proposta del Comune nel 2008-2009. Potrebbe essere realizzato nella zona di Borgo Piave e dovrebbe avere il padiglione sanitario e il padiglione universitario. Non solo, ma in tema di sanità mi farò promotore con la Regione anche per la realizzazione di un centro di primo soccorso permanente a Latina Scalo e di uno provvisorio per il periodo estivo a Borgo Sabotino”.

I PRIMI INTERVENTI DA SINDACO -  “Sono tante le cose da fare, ma il primo intervento se sarò eletto sindaco come detto, sarà la chiusura del centro Al Karama e tutti i siti occupati abusivamente, poi toglierò Equitalia dalla riscossione dei tributi comunali, il Comune uscirà da Acqualatina con la gestione del servizio idrico che tornerà pubblica come voluto dai cittadini con il Referendum del 2011 e un tavolo tecnico sul futuro della centrale nucleare”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’INTERVISTA - Chiarato candidato sindaco: “Noi la valida alternativa ai soliti partiti”

LatinaToday è in caricamento