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Amministrative 2016, Pescuma: “La Marina di Latina non sia uno spot elettorale”

L’intervento del candidato al Consiglio comunale con la lista Calandrini sindaco: “La marina di Latina non è uno spot elettorale, è una risorsa del nostro territorio e una grande opportunità per un rilancio economico, turistico ed occupazionale"

Punta la sua attenzione sulla Marina di Latina, “non uno spot elettorale”, Luigi Pescuma, candidato al consiglio comunale nella lista Calandrini sindaco, che la definisce piuttosto “una risorsa del nostro territorio e una grande opportunità per un rilancio economico, turistico ed occupazionale”.

“Dalle nostre parti la cultura della balneazione e del turismo è nata tardi e male. La stessa assegnazione dei primi stabilimenti e dei chioschi risultava avvolta da una fitta nebbia che il passare degli anni non ha peraltro diradato. Questa - prosegue Pescuma - però non è un buona ragione per continuare a specularvi sopra. 

Insistiamo piuttosto sul concetto stesso di cultura del turismo, puntando sull’educazione all’associazionismo costruttivo e su un’amministrazione che parta da scelte sempre condivise con gli operatori del Lido. In tale contesto - va avanti il candidato al Consiglio - il Comune deve essere sempre dalla parte degli imprenditori e non con un fucile spianato che rende ancora più difficile  il ‘sopravvivere’ della ‘gente di mare’. 

Bisogna però prendere atto dell’attuale situazione normativa, da un punto di vista urbanistico e paesaggistico: fino a quando la marina sarà soggetta alle regole attuali, soprattutto regionali, difficilmente si potrà trovare una soluzione ai suoi problemi”.

Pescuma ha preso in esame in particolare il tratto che va da Capoportiere a Foceverde e la fascia di terreno compresa tra la strada e la linea di demanio marittimo: “Quella è considerata duna costiera, ma in realtà  non c’è nulla da preservare: quando non è occupata da case e manufatti, tale presunta duna è solo ricettacolo di erbaccia e di ratti, oltre che spazio disponibile per qualche senza-tetto od indigente extra-comunitario che lo utilizza per i suoi bisogni fisiologici. E’ necessaria allora una concertazione costruttiva fra il Comune di Latina  e gli organi ed enti preposti alla tutela ambientale, primo fra tutti la Regione Lazio.

L’obbiettivo - spiega Pescuma - è adeguare la normativa alla realtà al fine di sciogliere i nodi ed i blocchi normativi che allo stato attuale paralizzano ogni iniziativa imprenditoriale turistica in quel tratto di litorale. Solo superando tale ostacolo potremo utilizzare e valorizzare quello spazio alle stesse condizioni di quella di Rimini, Riccione o Forte dei Marmi”.

Una priorità, quella del rilancio della Marina, più volte evidenziata dal candidato sindaco Nicola Calandrini: “Solo avviando un dialogo con le imprese che operano sul Lido di Latina potremo analizzare i vari problemi ed individuare le soluzioni. Il Comune deve essere un riferimento e non un ostacolo per gli operatori. Solo liberandoci di certi vincoli, inoltre, potremo sfruttare il potenziale offerto dal nostro mare, creando servizi e posti di lavoro in un contesto dalle attrattive non riconducibili solo al periodo estivo”.

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