Elezioni 2016, Marilena Sovrani analizza il voto: “Io una voce fuori dal coro”

Il candidato sindaco commenta i risultati delle elezioni a Latina: "Felicissima degli elettori che hanno creduto in me e nel mio progetto e che ringrazio. Non è facile per una donna proporsi in una campagna elettorale dominata dalle caste"

L’unico candidato sindaco donna in corsa alle amministrative nel capoluogo pontino, Marilena Sovrani, ha analizzato la campagna elettorale e il voto di queste elezioni che a Latina non si sono ancora concluse e che il 19 giugno vedranno al ballottaggio Calandrini e Coletta

LA NOTA DI SOVRANI

Sono felicissima di aver avuto circa 3mila elettori che hanno creduto in me e nel mio progetto per Latina. Approfitto dell’occasione per ringraziarli tutti, uno ad uno, perché la fiducia che hanno mostrato nei miei confronti compensa i sacrifici fatti in questa durissima campagna elettorale. Sapevo (e so) benissimo che una voce fuori dal coro, che disponga solo delle proprie risorse (economiche e si, anche fisiche) non possa avere la meglio sugli apparati partitici e sulle associazioni politiche che portano in dote alle loro ambizioni dinamiche organizzative mastodontiche. Non è facile per una donna proporsi in una campagna elettorale dominata dalle caste. Ho incontrato ostacoli e non ho avuto il benché minimo sostegno: quello che ho ottenuto è frutto di lavoro, abnegazione, sacrifici. Sono stata oggetto di affronti pretestuosi, qualunque cosa dicessi. Oggi non so dire se essi siano stati una minaccia o una risposta alla mia volontà di evitare comodi inciuci. 

La mia analisi del risultato elettorale? La lista di Damiano Coletta ha usufruito largamente della disaffezione degli elettori nei confronti dei partiti e delle “facce” note della politica cittadina. La proposta di Coletta è frutto anche di una lubrificata operazione di marketing, partita in tempi non sospetti ma pianificata con grande senso dell’opportunità. Non mi stupisce neanche il successo di Nicola Calandrini, che ha giocato (costasse quel che costasse) non per il gusto di giocare ma per la volontà – rincorsa spasmodicamente – di fare gol. Il calo di Forza Italia, in linea con le tendenze nazionali, è anch’esso prevedibile. Anche perché alcuni dei candidati espressi dal partito evocavano gli intoppi che hanno affogato il capoluogo pontino. Mi chiedo se Enrico Forte (in lieve calo rispetto a quanto mi aspettassi) abbia avuto il sostegno incondizionato del suo partito. Il voto disgiunto lo ha penalizzato e questa espressione non è solo metaforica. Il Pd, rispetto a Coletta, ha mostrato un passo affannoso in virtù del fatto che l’elettorato tende ad identificarlo con l’establishment politico nazionale. 

Il ballottaggio si prospetta, alla luce di questi scenari, quanto mai agguerrito. Gli esiti non sono prevedibili, nell’ambito delle elezioni più controverse nella storia di Latina. Per quanto mi riguarda, posso promettere alle persone che mi hanno votata di essere ancora più attenta nei loro confronti e di difendere gli interessi delle fasce più deboli. E sia sottinteso, quando parlo di fasce deboli non mi riferisco solo a quelle categorie sociali di cui mi sono occupata per lunghi anni attraverso il volontariato, ma a tutti quei latinensi che hanno bisogno di gente che anteponga i loro interessi a quelli propri o della propria claque. Un ringraziamento anche a quanti non mi hanno perdonato il fatto di essere donna, di voler camminare da sola, di non avere scettri né pozioni magiche da offrire. In talune occasioni sono stata fatta oggetto di subdole azione di stalkeraggio o di attenzioni meschine che con la politica e con l’educazione in verità hanno poco a che fare. Tuttavia, queste azioni demolitrici attuate in modo continuativo non mi hanno abbattuta. La mia piccola forza sta in quei 3mila che mi hanno scelta. Sarà un onore per me battermi per loro. Si può aiutare la gente in qualunque sede, non necessariamente dalla poltrona che spetta ad un sindaco”.

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