Elezioni, Calandrini a Bainsizza: “Apparteniamo a questa città e per lei vogliamo lavorare”

Prosegue la serie di incontri organizzati da Latina 2.0 con i quali Nicola Calandrini sta incontrando le persone nei borghi e nei quartieri della città in vista della prossima campagna elettorale

Prosegue la serie di incontri organizzati da Latina 2.0 con i quali Nicola Calandrini sta incontrando le persone nei borghi e nei quartieri della città  in vista della prossima campagna elettorale.

La manifestazione, che si è svolta in località “Le Grugnole” a Borgo Bainsizza, ha registrato la presenza di tanti cittadini venuti ad ascoltare, ma anche a confrontarsi, esprimendo il loro punto di vista sui problemi della comunità. 

Girare tra la gente, partecipare ad incontri e riunioni, farsi carico dei problemi è sempre stato il nostro modo di fare politica - ha affermato Calandrini - con pazienza e determinazione abbiamo cercato di dare sempre una risposta alle domande che ci venivano poste.

Non stiamo promettendo la luna per stravolgere questa città, così come leggiamo e sentiamo dire in giro da altri; posizioni  legittime, per carità, ma piuttosto utopistiche - continua Calandrini - perché non tengono conto di quella che è la realtà economica degli enti locali, dei bilanci in affanno, della burocrazia borbonica che tutto rallenta e impantana.

Più realisticamente e con la concretezza che ci ha sempre contraddistinto, diciamo che il nostro programma elettorale delle prossime amministrative, lo scriveremo con la nostra gente.”

Un elemento importante, fatto rilevare da Calandrini, è stato quello della caduta anticipata della consiliatura, che ha impedito che importanti progetti andassero a buon fine e soprattutto è stata un’occasione persa dal centrodestra. 

“Sono convinto - ha concluso Calandrini - che il centrodestra non può essere solo una sigla elettorale di comodo, magari a servizio di qualcuno, ma deve essere un contenitore di buone idee e di programmi concreti. Prima di tutto apparteniamo alla città, alla nostra città e poi siamo uomini e donne di partito; prima vengono i programmi, poi gli organigrammi”.

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