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Vittorio Sgarbi a Latina a sostegno di Zaccheo: "Durigon? Non ha detto nulla di straordinario"

"Latina verso il centenario - Un’occasione unica per la valorizzazione del nostro territorio”. Incontro con il parlamentare e storico dell'arte

“Devo ringraziare dal profondo del mio cuore il mio amico Vittorio Sgarbi. Ci siamo conosciuti anni fa in Parlamento. Vittorio ipotizzò la mia candidatura a sindaco già cinque anni fa quando gli venne chiesto di candidarsi a sindaco della nostra città”. Zaccheo ricorda che allora scelse di non presentarsi per “un debito di riconoscenza” con la storia che lo aveva fatto cadere: “Volevo avere la verità sul famoso video taroccato. Questo è poi avvenuto. Prima Fratelli d’Italia poi la Lega mi sono venuti a cercare e abbiamo iniziato a ragionare sulla mia candidatura. La presenza di Vittorio qui questa mattina ha un significato importante. Caro Vittorio, la città ti vuole adottare. Sarai tra i primi firmatari di un disegno di legge per Latina per un risarcimento per le violenze perpetrate sulla città. Bisogna mettere risorse per l’acquisizione dei palazzi di fondazione”.

Così il candidato sindaco del centrodestra Vincenzo Zaccheo presenta Vittorio Sgarbi, arrivato questa mattina, 6 settembre, a Latina. “Credo che la maggioranza sia oggi intorno a Zaccheo – esordisce Sgarbi – Io ho molto insistito sul suo nome nelle riunioni a cui Rinascimento ha partecipato come componente importante”. Ne ha per tutti Sgarbi, perfino per gli alleati di centrodestra e con la veemenza che lo contraddistingue passa in rassegna la sua personale storia  politica. E passa anche a parlare del Covid, o meglio di quella che definisce “dittatura sanitaria” senza risparmiare insulti di vario tipo all’ex premier Conte e anche al ministro Speranza, per il coprifuoco e le misure di sicurezza approntate dal Governo per contenere l’emergenza legata alla pandemia. “A me basta che mi dicano di no, io vado” dice a proposito dei divieti imposti durante il lockdown del 2020, ammettendo candidamente di averli trasgrediti.

Parla del suo modo di “fare cultura” e della creazione del suo partito “Rinascimento”, la cui lista sostiene appunto Vincenzo Zaccheo. “Prima di me l’arte era minor cosa”. Poi, sulla vicenda Durigon, si lancia nella difesa della storia di Latina: “Ritengo sia stato vittima di uno scambio – dichiara a proposito della polemica scaturita dalla proposta di cancellare il nome del Parco Falcone e Borsellino per tornare a chiamarlo “Arnaldo Mussolini” – L’idaa è che scaricando Durigon la Lega potrà votare contro la Lamorgese. Non mi pare che lui abbia detto nulla di straordinario. Passando ho visto piazza dei Bonificatori, non mi pare che sia stata cambiata. Altrimenti bisogna cambiare i nomi di tutto. Il fratello di Mussolini non è Mussolini. La toponomastica storica è un fatto culturale, si rispettano i nomi perché rappresentano una storia. Io proporrei una piazza a Pierpaolo Pasolini, che non provocherà nessun turbamento negli antifascisti. Tre giorni prima di morire ha scelto di farsi fotografare a Sabaudia, altra città di Fondazione. Che la vostra città sia nata con il fascismo non può negarlo neanche la Boldrini”. E aggiunge: “Falcone e Borsellino sono stati usati contro la loro volontà, perché sono morti”.

Contesta inoltre la proposta lanciata da Damiano Coletta di candidare Latina a capitale europea della cultura. “Non ha senso concorrere in una gara in cui si vince con giochi politici. Latina può investire su molto altro. Latina non deve paura di essere quello che è stata: una città ideale nata con il fascismo”. “Io immagino che sia fondamentale che insieme a proporre Pasolini come patrono di queste città di fondazione, sia convocata una commissione di cui posso far parte, formata da architetti che non abbiano paura dell’architettura fascista e che difendano l’identità culturale e architettonica delle città".

Sgarbi a Latina: passeggiata in centro con il candidato Zaccheo - Il video

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