Primarie del Pd, Paolo Galante ufficializza la sua candidatura

Conferenza stampa per uno dei candidati alle Primarie del Pd in vista delle elezioni della prossima primavera: “Cerco di dirvi come penso questa città, se sarò sindaco. Partendo da alcune idee su cui ruota il nostro piano di lavoro per Latina”

Ha presentato ufficialmente la sua candidatura alle Primarie del Pd, in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera, questa mattina Paolo Galante durante una conferenza stampa che si è tenuta presso Hotel Tirreno sul lungomare di Latina.

Una candidatura non esule da critiche e da perplessità con lo stesso Galante che questa mattina ha spiegato le motivazioni della sua scelta di scendere in campo con il Partito Democratico. 
Fra poco più di un mese e mezzo la sfida con Enrico Forte, l’altro candidato alle Primarie impegnato in questi giorni nel suo “Viaggioxlatina”, il tour di confronto nella città.

“So bene che ogni campagna elettorale nasce con programmi elettorali più o meno impegnativi, grandi, onirici - spiega Galante -. Io cerco di dirvi come penso questa città, se sarò sindaco. Partendo da alcune idee su cui ruota il nostro piano di lavoro per Latina”.

Ed è attraverso questi punti che il candidato alle Primarie del Pd illustra come immagina Latina se sarà eletto primo cittadino.

Latina città del vivere bene - La penso come una città dove si vive bene, una città del benessere. Latina è nata per una sfida alla natura, è cresciuta per caparbietà di migliorare, ed oggi è un posto dove chi ci vive ci può stare, appunto, bene. Abbiamo un parco nazionale, quello del Circeo, un parco sul mare, abbiamo una rete di canali che innervano una campagna pulitissima salvata dal cemento, ci sono parchi urbani che portano la natura in ogni angolo urbanizzato, i Monti Lepini con una natura intatta sono a 10 minuti di auto, i giardini di Ninfa ne sono la porta. Partiamo da qui, da una “ricostruzione verde dello stare bene”. Mettiamo a rete, a modello, questo patrimonio. Ninfa, sta nel Comune di Cisterna, è considerata da tutte le riviste del pianeta il più bel giardino del mondo. La stessa mano che lo ha pensato ne ha fatto un altro analogo a Fogliano, ma non ha visitatori, è residuale. Voglio una città del benessere nella sua natura, un grande parco. Abbiamo parlato per decenni di terme, ma il termalismo è morto ed è nata una grande domanda di “piacere” del vivere, di cura del corpo: palestre, centri sportivi, sentieri pedonali e ciclabili, poli di ristorazione che partano dai prodotti del territorio. Latina può essere sinonimo di “star bene”. Un grande parco, che non si “guarda da lontano”, ma che “serva” alla domanda di stare bene dei suoi cittadini e dei turisti: siamo a 30 minuti da Roma, un mercato enorme che ha bellezze infinite al suo interno ma, come tutte le aree metropolitane, non ha “benessere”. La città benessere con una difesa del suolo, senza bisogno di nuove espansioni urbanistiche, puntando alle riqualificazioni e ricostruzione del tessuto urbano esistente, e alla definizione di un piano di arredo urbano.
Latina città della salute - Mangiare bene, non è una azione legata solo al gusto. E’ filiera di qualità della vita. Da noi significa esaltare le eccellenze di una agricoltura che è leader nel Lazio (siamo i primi per ricchezza prodotta nella regione e noni in Italia) con prodotti d’eccellenza dai vini, con Dop e Igp, al carciofo romanesco, al sedano, alle carote, alla produzione di latte e prodotti caseari. È ricerca e innovazione: la storia del kiwi è emblematica di una supremazia assoluta di mercato nel mondo. Agricoltura biologica, di qualità è presupposto del mangiar bene e della salute integrandola con lo sport, la qualità della vita è prevenzione, è salute.
Latina città dei giovani - Nel paese più vecchio del continente e di tutto il mondo, siamo la città più giovane. Città del benessere è quindi città che dà opportunità ai giovani valorizzandoli. Penso a coinvolgere ogni ragazzo di questa città a essere non anonimo, ma protagonista. Il Comune inviti ogni ragazzo che si laurea in Municipio, lo “riconosca” per il lavoro che ha fatto, chieda lui la tesi di laurea così da metterla in biblioteca a uso degli altri ragazzi e della città. Valorizziamo le idee nuove, mettiamo in rete questo patrimonio. Poi facciamo un incubatore di imprese, per dare ai ragazzi ragioni per provare, per esprimersi. Mettere insieme le esperienze e le capacità delle università, degli istituti tecnici, professionali, dei licei, per una rete del “sapere”, investendo nella biblioteca comunale come perno di un sistema integrato del sapere. La conoscenza è economia; è l’economia che sarà. Prima seguiamo i nostri figli, la dispersione scolastica è un dramma. Dobbiamo lavorare per cancellarla, per bandirla. Ogni ragazzo di Latina deve andare a scuola.
Latina città dell’innovazione - Creare un polo di ricerca che coinvolga l’università, le aziende del polo farmaceutico, del sistema della filiera della meccanica fine (aeronautico), rete delle scuole, centri di formazione, rete pubblica (Asl per il settore farmaceutico, aeronautica militare per il settore meccanico ed elettronico) . Un polo che riutilizzi un sito industriale dismesso con risorse anche dell’Unione Europea
Latina città della fantasia - Siamo nati per poesia futurista, per pittura “aerea”, siamo destinati a rilanciare: investire sul teatro, dare opportunità alle centinaia di esperienze artistiche nate spontaneamente, cresciute per volontà (anche i militari dell’aeroporto Comani hanno una loro compagnia gli “aviattori”), per cultura popolare (quasi ogni parrocchia ha un coro), per piacere (ci sono decine di scuole di ballo). Una cultura che tenga conto delle “passioni” e si integri con offerte di livello: Casa della Musica, Fondazione Campus, Conservatorio, Liceo Musicale. Tutto per restare nell’offerta musicale. Il Palazzo della Cultura è centro di un sistema che si diffonde in tutta la città, senza preclusioni.
Latina città accogliente - Tutela delle lingue, dal veneto friulano, alle lingue autoctone, per quella unica esperienza umana che è Latina città accogliente. Integrandoci con progetti che richiamino e coinvolgano le regioni di origine (Veneto, Friuli, Emilia Romagna). Valorizzazione delle immigrazioni Istriano-Dalmate, degli italiani di Libia e Tunisia. Alla luce della passata esperienza del campo profughi ci rivolgiamo con responsabilità verso il problema dell’accoglienza. Non siamo niente, siamo una esperienza di integrazione unica, di cui essere orgogliosi. Ricostruire la memoria di una storia che è passaporto di domani. Il comune deve essere capace anche di affrontare con rigore i nuovi bisogni e le nuove povertà. La politica sociale è una priorità e si fa integrandosi con il volontariato, la Chiesa, gli altri operatori pubblici.
Latina città “riconoscente” - La famiglia Porfiri ha donato alla città un polo ospedaliero, è un modello che dobbiamo essere in grado di valorizzare con quei cittadini comuni che intendono “investire” nella riconoscenza alla loro città. Incentivare chi vuole donare, perché il dono è “contagioso”, è un modello di un nuovo modo di stare insieme, che non si chiude in egoismi ma diventa generoso. Noi siamo stati precursori, il modello Porfiri è un esempio di “amore” che dobbiamo esaltare. Penso a cittadini che “adottano” il teatro, musei, pezzi di città. Una Latina dei giusti, perché Latina è città dei cittadini”.
 

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