Elezioni regionali, Enrico Forte: “Valorizzare la sanità pontina”

Il candidato al Consiglio regionale del Pd: "Abolire le macroaree e rinegoziare i vincoli del commissariamento per una nuova sanità che promuova la salute e assicuri cure adeguate"

Ospedale Santa Maria Goretti di Latina

“La sanità dei territori provinciali e quella pontina debbono essere valorizzate”. Queste le parole del candidato del Pd al Consiglio regionale, Enrico Forte che interviene sulla drammatica situazione della sanità in provincia di Latina.

“Dopo il decreto del settembre 2010 con cui la Presidente Polverini ha tagliato ospedali e posti letto nelle province tutelando i doppioni e gli sprechi di Roma, non si possono ancora subire le misure e i vincoli derivanti dal commissariamento della Regione per il deficit visto che è concentrato solo su Roma – continua Forte -. La Ausl di Latina e delle altre province hanno i conti in ordine”.

“Abbiamo subito i tagli inutili ed ingiustificati di Sezze e di Gaeta, nonché il vergognoso declassamento di Latina che non è più DEA di II livello, subendo tutte le restrizioni sull'assunzione di personale medico e sanitario, nonché il blocco degli investimenti per la diagnostica. Non dobbiamo oggi intervenire sulla rete ospedaliera e salvaguardare il presidio centro, costituito dalle due strutture di Fondi e di Terracina. Non c'è motivo di sopprimere formalmente il presidio centro per agganciare Fondi a Formia, pensando in prospettiva di salvarlo. Una volta che Fondi afferisca al presidio sud di Formia, essendo quest'ultimo DEA di I livello, sarà logico che la produzione tenda a concentrarsi su Formia e che se dei doppioni ci saranno verranno tagliate UOC su Fondi. Per Terracina è pericoloso lasciare solo l'Università che domani potrebbe andare via e svuoterebbe l'ospedale”.

“Occorre mantenere l'articolazione di Latina nei tre presidi nord (Latina Goretti) Centro (Terracina-Fondi) e sud (Formia) – sottolinea Forte – ed è necessario ottenere tre obiettivi nell'immediato: 1) Riclassificare Latina come DEA di II livello; 2) rinegoziare i vincoli del commissariamento che applicano misure controproducenti sia per il risparmio che per la quantità e la qualità dei servizi e reinvestire l'avanzo di amministrazione nell'acquisto di strumenti di diagnostica per Formia, per Terracina e per Latina; 3) stabilizzare il personale precario, medici, infermieri e operatori sanitari in generale, che garantiscono servizi essenziali come il pronto soccorso e che sono indispensabili per non far crollare l'offerta di servizi sanitari. La sanità provinciale deve avere un rapporto positivo tra sanità pubblica a gestione diretta e sanità privata accreditata pontina, trattandosi di imprese storiche, di qualità che sono necessarie alla tenuta del servizio sanitario pubblico generale. Occorre procedere al più presto all'accreditamento delle Rsa”.

Quali allora le proposte? Secondo il candidato del Pd “il nuovo governo regionale dovrà puntare sull'efficienza dell'offerta ospedaliera, sull'estensione delle strutture territoriali ma soprattutto sulla prevenzione e sulla promozione della salute che costa meno dell'intervento sulla patologia. Posizione centrale avranno i medici di medicina generale (medici di famiglia) anche se la norma sui poliambulatori h24 deve essere modulata perchè rischia di rimanere sulla carta per problemi di sicurezza e di supporto diagnostico. Occorrono linee guida e protocolli che garantiscano un servizio di prevenzione e di monitoraggio delle patologie croniche per ridurre la spesa della diagnostica e per abbattere le liste di attesa. Con l'università deve essere stabilito un rapporto positivo che parta dalla salvaguardia della professionalità e dell'autonomia della sanità ospedaliera e dalla valorizzazione dell'esperienza dell'università che deve assicurare qualità. Si deve rappresentare la condizione di alcuni territori che non possono essere penalizzati come per esempio l'area nord Aprilia-Cisterna su cui insiste la sola Clinica Città di Aprilia, presidio che deve essere salvaguardato e rafforzato. Nella governance dovranno sparire le famigerate macroaree a servizio di Roma, un vero e proprio imbroglio per spalmare sulle province il deficit e l’eccesso di posti letto su Roma Occorre apertura su un riassetto della sanità e il nuovo governo regionale punterà allo sviluppo del Lazio come sistema regionale”.

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