Fabio Altissimi: “Silenzio preoccupante sulla cava del caso Dark Side e sugli altri siti inquinati”

L’amministratore di Rida Ambiente: “Politica inerme ma il territorio e i cittadini si avvelenano ”

“Sono solito, ogni giorno prima di iniziare a lavorare, leggere la rassegna stampa fornita dal mio staff ed è proprio leggendo online e cartacei negli ultimi giorni che mi sono convinto a scrivere questa breve nota per invitare i giornalisti, locali e non, a riaccendere i riflettori su un disastro ambientale che continua ad avvelenare Aprilia e dintorni senza però destare più l’interesse dei media, ossia la ex discarica di pozzolana venuta alla ribalta con la brillante operazione di polizia Dark Side”.

E’ questo l’incipit della lettera aperta che Fabio Altissimi ha indirizzato ai giornali e ai siti web d’informazione del Lazio oggi, martedì 5 settembre. “Preferisco scrivere ai giornali che alle istituzioni politiche che ancora una volta, dopo alcuni giorni di indignazione formale e fiumi di inchiostro, sono rimaste inermi di fronte a un problema grave che lede la salute pubblica e quella del suolo che tutti i giorni calpestiamo. Certo è più facile per qualcuno pensare che un imprenditore che opera nel settore dei rifiuti sia disinteressato all’ambiente ma non è così e si è dimostrato con i continui investimenti che Rida Ambiente ha effettuato negli anni per ridurre al massimo qualsiasi impatto sull’ambiente”.

“Ciò che mi lascia perplesso è che un impianto come Rida, ad esempio, ha visto scatenarsi con celerità le istituzioni regionali e provinciali nello scorso mese di giugno. Penso al Noe, che ha sequestrato il terreno appena acquistato da Paguro dove si sarebbe voluta realizzare una discarica. Un sito che, è bene ricordarlo, è inquinato e che sarebbe stato quindi bonificato dopo ben quarant’anni di immobilismo. Penso all’Arpa che, sulla base di un’analisi effettuata due anni prima, ha eseguito dei controlli che hanno determinato la decisione, per noi inevitabile, di interrompere l'attivita' del nostro impianto per un indice respirometrico poi risultato nella norma dopo ulteriori analisi effettuate solo dopo un ordine del Tar. Penso alla Provincia che fa spesso orecchie da mercante e rimpalla responsabilità sui controlli  e alla Regione che è stata in grado di emetter due diffide nel giro di 72 ore nei confronti del nostro impianto ma poi è in grado di trascinare altre questioni anche per anni. Penso infine al Comune, che ha scritto lettere su lettere per definirsi sostanzialmente contrario a qualsiasi tipo di attività imprenditoriale che potesse riguardare il ciclo dei rifiuti che pure, lo ricordiamo, dovrebbe chiudersi nella propria Ato di conseguenza, risultato ben lontano dall’essere raggiunto”.

“Nello stesso tempo però quella stessa politica tace su siti inquinati che avvelenano ogni giorno i cittadini. Non mi riferisco solo alla cava scoperta nell’ultima indagine e ancora sotto la lente d’ingrandimento della procura, mi riferisco soprattutto ai tanti altri siti inquinati che avvelenano Aprilia da anni, a volte anche da decenni.  Ogni giorno che passa c’è il rischio che ciò che è stato interrato si decomponga, si infiltri nel terreno e nelle falde acquifere. Sono quarant’anni che esistono siti inquinati ad Aprilia eppure le istituzioni non fanno nulla. I politici di turno cavalcano  l’onda di Rida Ambiente, delle compostiere, continuano a indignarsi per ciò che è attivo e parlano di continuo  di raccolta differenziata ma nella realtà non intervengono a favore dei cittadini”.

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“Ci piacerebbe – conclude Fabio Altissimi – che la politica dimostri la sua efficienza e la sua celerità non solo con chi fa qualcosa, si veda gli impianti di trattamento che pure devono rispettare i termini di legge, ma anche nei confronti di chi ha operato al di fuori della legge creando delle bombe ecologiche che una volta scoppiate rischiano di rendere impossibile il ripristino della situazione. Ci piacerebbe anche che i risultati dello studio epidemiologico che ha riguardato il territorio apriliano, e che dovevano essere resi in primavera, vengano  resi pubblici”.

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