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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica

Operazione contro il caporalato, Di Berardino: "Andiamo avanti per la qualità del lavoro e delle imprese"

L'intervento dell'assessore regionale al Lavoro dopo l'operazione Big Master condotta dalla polizia tra i territori di Terracina e Fondi. Il sindacato Fai Cisl: "Rompere il muro di omertà e denunciare"

Gli arresti compiuti oggi dalla polizia di Terracina e Fondi, coordinati dalla Procura di Latina, per il reclutamento e lo sfruttamento di braccianti indicano che il fenomeno del caporalato nella filiera agroalimentare è ancora un male presente nel territorio. Il sistema criminale emerso dalle indagini conferma che come Regione Lazio dobbiamo continuare ad andare avanti per la strada tracciata intervenendo contro la pratica del reclutamento e dei trasporti illegali e contro rapporti di lavoro sottopagati". Sono le parole dell'assessore al Lavoro della Regione Lazio Claudio Di Berardino, che commenta l'operazione coordinata dalla procura di Latina che ha portato a scoprire un sistema di sfruttamento dei braccianti agricoli che ha coinvolto cinque imprese della provincia di Latina, tutte ubicate tra Terracina, Fondi e San Felice Circeo.

"Con la sperimentazione messa in opera nella provincia di Latina - continua l'assessore - la Regione ha attivato degli sportelli dedicati all’agricoltura nei centri per l’impiego e creato una App per il corretto incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, introdotto il servizio di trasporto gratuito sui mezzi Cotral, utilizzando una comunicazione in 5 lingue per far arrivare il nostro messaggio davvero a tutti. Durante la pandemia è stato pubblicato un bando che prevede il contributo per garantire il trasporto dei lavoratori da e per i luoghi di lavoro tramite mezzi di trasporto a noleggio e nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid 19. Azioni, queste, definite in un accordo sia con le organizzazioni datoriali che sindacali e inserite in una legge regionale sul contrasto e l’emersione del lavoro non regolare in agricoltura e recepite anche con lo sportello itinerante del progetto Perla attraverso il quale abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti nella realizzazione di una Regione sempre più inclusiva e attenta nella difesa dei diritti dei lavoratori e della qualità delle imprese".

Sulla nuova operazione che interessato alcune aziende del territorio pontino interviene anche il sindacato Fai Cisl: "Ancora una volta - si legge in una nota della segretaria nazionale Raffaella Buonaguro e del segretario provinciale Islam Kotb -.  la cronaca locale ci ricorda che serve un impegno costante contro i meccanismi di sfruttamento e ghettizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli. Dobbiamo rendere inutile il ruolo dei caporali e abbiamo dalla nostra parte molti strumenti per farlo. Ad esempio utilizzando sempre di più la bilateralità territoriale come arma unitaria, supervisionando la terra di mezzo tra domanda e offerta di lavoro, valorizzando le aziende virtuose, formando i alvoratori e mettendo a disposizione alloggi dignitosi e implementando la rete del trasporto pubblico, utile alle esigenze agricole territoriali". "Solo uniti - concludono i sindacalisti - possiamo debellare lo sfruttamento e i meccanismi del lavoro nero che, come dimostra l'operazione di oggi, colpisce sempre le fasce più vulnerabili, in caso i migranti, alcuni dei quali richiedenti la protezione internazionale. Bisogna rompere il muro di omertà e avere il coraggio di denunciare sempre, nella consapevolezza che i caporali che offrono lavoro non sono mai spinti da nobili intenzioni ma da speculazione sulla pelle delle persone e delle loro famiglie".

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