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Venerdì, 2 Dicembre 2022
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Ospedale di Formia, Simeone: "Pazienti costretti al salasso perché il macchinario per l'aferesi non è disponibile"

Le segnalazioni alla Asl da parte del capogruppo di Forza Italia Giuseppe Simeone sono rimaste finora inascoltate

“Cittadini in balia degli eventi e senza alcuna certezza in merito alle prestazioni sanitarie nella Asl di Latina. Non si può commentare altrimenti l’assoluto silenzio da parte del direttore generale della Asl di Latina, Silvia Cavalli, rispetto ad un disservizio rilevato presso l’ospedale di Formia". E' la denuncia del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Giuseppe Simeone in merito alla non disponibilità, nell'ospedale di Formia, del macchinario per l'aferesi.

"Il 6 dicembre, facendo seguito agli appelli ricevuti da alcuni pazienti affetti da gravi patologie del sangue, come la poliglobulia - spiega il consigliere regionale pontino - avevo inoltrato una nota, per conoscenza anche al presidente Zingaretti e all’assessore D’Amato chiedendo di verificare l’accaduto e di intervenire al fine di dare ai cittadini risposte immediate e certe in merito all’erogazione di alcune prestazioni. In particolare avevo sottoposto alla loro attenzione i disservizi legati alla mancanza di continuità nell’erogazione dell’aferesi presso il centro trasfusionale dell'ospedale di Formia. Il 17 dicembre, non avendo ricevuto alcun riscontro alla mia nota, ho inviato un sollecito al direttore generale della Asl di Latina a cui, ovviamente, non è stata data risposta".

"Il risultato - prosegue Simeone - è che i pazienti, proprio a causa del macchinario rotto o comunque non disponibile, nella giornata di ieri, martedì 21 dicembre, sono stati sottoposti alla procedura “sostitutiva”, meno efficiente e funzionale anche sotto l’aspetto qualitativo dei risultati raggiunti rispetto all’aferesi, del salasso. Parliamo di pazienti che senza queste terapie rischiano gravissime conseguenze come le trombosi, emorragie, e iperuricemia, o di sviluppare mielofibrosi o una trasformazione della patologia in leucemia acuta. Si tratta di una prestazione salva vita che non può essere oggetto di discontinuità o la cui erogazione possa essere legata al caso ma che deve essere garantita ai pazienti che oltre alle problematiche connesse alla patologia di cui soffrono non possono sostenere anche il calvario dell’incertezza a cui queste problematiche li sottopongono. Fattori che probabilmente non interessano a chi dirige la Asl di Latina. Spiace constatare che non si comprenda come le nostre richieste non siano atti di lesa maestà ma un modo per sottoporre all’attenzione di chi ha il dovere di governare l’organizzazione e l’erogazione dei servizi nei presidi della Asl di Latina problematiche che possono e devono essere risolte. Evidentemente non si comprende che la mancanza di risposte non è nei confronti del singolo consigliere regionale ma nei confronti di un’istituzione, come la Regione Lazio, che per volere dei cittadini rappresentiamo e, soprattutto, dei pazienti che si sentono completamente abbandonati a se stessi. Mi auguro che dopo quindici giorni qualcosa si muova e il direttore della Asl di Latina possa trovare il tempo di verificare quale sia la situazione in atto rispetto al funzionamento dell’apparecchiatura per l’aferesi presso il centro trasfusionale dell’ospedale Dono Svizzero di Formia, e possa comunicarci se sia stato previsto l’acquisto di un nuovo macchinario per sostituire quello attualmente in uso ed evidentemente non più adeguato nonché quali iniziative si intendano immediatamente mettere in atto al fine di assicurare ai pazienti che necessitano di tali prestazioni l’erogazione di un servizio continuativo ed efficiente sotto il profilo quali quantitativo. Intanto ai pazienti privi delle prestazioni di cui necessitano non resta che l’attesa”.

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