Martedì, 23 Luglio 2024
Politica

Bracciante morto dopo aver perso un braccio, il Comune vuole costituirsi parte civile

Approvato all’unanimità nel corso della seduta di oggi l’ordine del giorno proposto dai gruppi di minoranza dopo il tragico incidente sul lavoro di cui è rimasto vittima il 31enne lavoratore di origini indiane


Sono terribili gli aggiornamenti che arrivano in merito al gravissimo incidente sul lavoro che nel tardo pomeriggio di lunedì 17 giugno si è verificato nelle campagne di Borgo Santa Maria. Il giovane bracciante di origini indiane purtroppo non ce l’ha fatta. Il lavoratore agricolo, 31 anni per cause ancora in fase di accertamento, mentre stava lavorando è stato agganciato da un macchinario avvolgiplastica a rullo trainato da un trattore che gli ha tranciato il braccio e schiacciato gli arti inferiori. Dopo l’incidente però per lui nessun soccorso. Caricato su un pulmino è stato poi abbandonato nei pressi della sua abitazione dove è stato soccorso dai sanitari del 118 e dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Latina, intervenuti insieme ai colleghi della Stazione di borgo Podgora e poi trasportato d'urgenza con un'eliambulanza all'ospedale San Camillo di Roma. 

E’ di oggi invece la notizia della sua morte. E mentre le indagini di militari dell’Arma vanno avanti, si muove la politica. Nella seduta di questa mattina il Consiglio comunale di Latina ha votato un ordine del giorno per chiedere alla sindaca Matilde Celentano di farsi promotrice della costituzione di parte civile del Comune di Latina nel processo che seguirà. L’ordine del giorno è stato proposto, ad inizio seduta, dai gruppi di minoranza. In conferenza capigruppo sono state apportate modifiche al testo, come richiesto dalla maggioranza, quindi poi approvato all’unanimità in aula.

“Provo sgomento", ha detto la prima cittadina dopo la notizia della morte del bracciante 31enne. "Adesso più che mai, di fronte alla notizia del decesso, che mi addolora profondamente, accolgo la richiesta che proprio questa mattina mi è arrivata dall’intero Consiglio comunale di promuovere, ove ne ricorrano i presupposti, la costituzione di parte civile del Comune di Latina al futuro processo. L’episodio avvenuto nella nostra città costituisce una violazione dei diritti umani fondamentali, della dignità umana e delle norme inerenti la sicurezza dei lavoratori. Nell’esprime cordoglio alla famiglia del bracciante deceduto, anche da parte dell’amministrazione comunale tutta, sarà mio impegno affinché il Comune si faccia fautore assieme a tutte le altre istituzioni, enti e organismi coinvolti della lotta al caporalato, divenuto ormai una vergognosa piaga”.

Il testo integrale dell’ordine del giorno 

Oggi siamo chiamati a riflettere su un male che continua a minare e corrompere le nostre comunità: il caporalato.
Un sistema di sfruttamento disumano e disumanizzante che infanga la dignità umana di lavoratori vulnerabili. L’episodio tragico accaduto a Latina, dove Navi, un giovane indiano, è stato abbandonato dal proprio datore di lavoro con un braccio amputato dopo un incidente sul lavoro, mette in luce la brutalità e l'indifferenza di questo sistema.
Navi è una vittima emblematica di un meccanismo che, in nome del profitto, tratta gli esseri umani come strumenti usa e getta. Costretto a lavorare in condizioni precarie, senza sicurezza né diritti, il suo incidente è l’ennesimo, terribile grido di dolore che impone a noi tutti di fermarci e riflette su che tipo di società stia divenendo la nostra.
Il caporalato trova terreno fertile nella disperazione di molti migranti e persone in difficoltà, pronte ad accettare condizioni disumane pur di sopravvivere.
Questo sistema illegale nel quale è la grande distribuzione a imporre le regole di un mercato malato, genera profitti illeciti per pochi, a discapito della dignità e dei diritti fondamentali dei lavoratori.
Navi, come tanti altri, è vittima di un silenzio complice che ognuno di noi è invece chiamato a combattere, da cittadini/consumatori consapevoli, che premiano filiere libere da questa piaga, ma anche da amministratori responsabili pronti a favorire ogni utile anticorpo indispensabile per creare l’unico modello possibile, quello che mette al centro di qualsiasi mercato la dignità dei lavoratori.
Leviamo le coscienze rispetto all’orribile e disumano atto dell’abbandono di una persona gravemente ferita, davanti la propria abitazione, invece di portare l’infortunato direttamente all’ospedale più vicino.
Di fronte a tragedie come questa, è imperativo chiedere non solo giustizia per Navi, ma anche un impegno concreto, anche da parte di questa assise, per sradicare questo fenomeno di moderna schiavitù.
 Occorre potenziare i controlli, garantire la protezione dei lavoratori e promuovere la loro integrazione nella società. Le istituzioni, le forze dell'ordine e tutti noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte per spezzare questa catena di sfruttamento.
Per tutto questo esprimiamo solidarietà e vicinanza al lavoratore vittima dell’accaduto e alla sua famiglia anche attraverso un comunicato stampa a nome di tutto il Consiglio Comunale e chiediamo alla Sindaca Celentano di farsi promotrice perché il Comune di Latina si costituisca parte civile nel processo che seguirà i tragici fatti di cronaca di questi giorni. Chiediamo inoltre che l’amministrazione sia presente in tutti i tavoli decisori e nelle sedi competenti per la lotta al caporalato
”.


 

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