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Caso Di Giorgi, ore decisive per l’incompatibilità del sindaco

Domani c'è il consiglio comunale e mercoledì quello regionale, dove si discuterà la decadenza del primo cittadino. Intanto il Pd ha presentato il proprio ricorso al tribunale civile

Ancora una giornata intensa per il sindaco di Latina Giovanni di Giorgi in attesa di una settimana che si prospetta decisiva. Torna d’attualità, infatti, dopo la sua minaccia di lasciare la carica ricoperta nel Comune del capoluogo, il tema della sua incompatibilità.

Oggi, dopo l’incontro con il coordinatore del Pdl nella provincia di Latina, Claudio Fazzone, è stata la volta dei vertici del partito regionale. Per ora la situazione sembra non essere destinata a nessuno sbocco, tutto è rimandato a domani, quando è previsto il consiglio comunale, o addirittura a mercoledì, giorno in cui è in calendario il consiglio regionale. Seduta, quest’ultima, che ha proprio come primo punto all’ordine del giorno il nodo del doppio incarico di Di Giorgi. I bene informati ipotizzano che, anche questa volta, l’assemblea sia destinata a saltare e che i consiglieri in aula faranno in modo che non si raggiunga il numero legale. L’obiettivo? Quello di recuperare altro tempo e di procastinare ancora la decisione definitiva.
 

IL RICORSO DEL PD - Intanto come già annunciato all’indomani del consiglio comunale dello scorso 8 novembre, i vertici del Pd questa mattina hanno presentato il proprio ricorso al tribunale civile per chiedere alla magistratura di pronunciarsi sull’incompatibilità di Di Giorgi. E lo hanno fatto come semplici cittadini, spogliandosi delle cariche istituzionali ricoperte, dal momento che l’articolo 70 del Tuel – il Testo Unico degli Enti Locali - garantisce che la decadenza del sindaco possa essere avanzata da qualsiasi libero elettore al tribunale civile. Non si esclude che, proprio a causa della delicatezza della materia, non si attui la procedura d’urgenza e che il pronunciamento non arrivi già entro il prossimo mese.
 

TAR DI LATINA E PROCURA DI ROMA - Intanto questa azione del Pd si va ad aggiungere al ricorso al Tar avanzato dall’ex candidato sindaco Claudio Moscardelli all’indomani delle elezioni dello scorso maggio, e con il quale si reclama il riconteggio delle schede e il cui pronunciamento è previsto per gennaio 2012, e all’esposto alla procura di Roma di Lilli D’Ottavi, la prima non eletta, che chiede al giudice di far decadere Di Giorgi dalla carica di consigliere regionale, la cui sentenza è in calendario per il 20 gennaio.

Insomma una vicenda molto ingarbugliata che potrebbe cominciare a sciogliersi già nelle prossime ore.

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