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Sabato, 21 Maggio 2022
Politica

Caso De Amicis, Pd: “Nessun condizionamento sulle decisioni per la discarica”

Conferenza stampa del Partito Democratico per chiarire la posizione del partito dopo la pubblicazione delle intercettazioni dio alcune telefonate tra il consigliere comunale De Amicis e Bruno Landi

Un “atto dovuto e di correttezza”: così è stata definita la decisione del consigliere comunale del Pd Enzo De Amicis di autosospendersi dal segretario provinciale del Partito Democratico, Salvatore La Penna che ha ribadito come le decisioni del Partito Democratico, in riferimento alla discarica di Borgo Montello e non solo, “non hanno mai subito condizionamenti esterni.

Questi alcuni dei punti chiave su cui si è soffermato il Pd durante la conferenza stampa convocata all’indomani della pubblicazione sul quotidiano locale “Il Giornale di Latina” delle intercettazioni di alcune telefonate tra lo stesso de Amicis e Bruno Landi, ex ad di Latina Ambiente ed Ecoambiente arrestato a gennaio nell’ambito della inchiesta della Procura di Roma sullo smaltimento dei rifiuti, per chiarire la posizione del partito.

Una presa di posizione del partito che attraverso la voce del suo capogruppo in Comune Alessandro Cozzolino ha cercato di fare chiarezza anche su quanto accaduto nel famoso Consiglio comunale del 23 dicembre scorso durante il quale - ma anche prima - De Amicis è entrato in contatto telefonicamente con Landi rassicurandolo su quelle che sarebbero state le posizioni e le decisioni del Pd durante la seduta.

IL CONSIGLIO COMUNALE - “Innanzitutto vogliamo ribadire come non sia vero che il Partito Democratico è stato determinante nel mantenimento del numero legale al momento della votazione della delibera del 23 dicembre - ha spiegato Cozzolino -. Al primo appello, infatti, quando, dopo una sospensione la maggioranza non è presente, il Pd non entra in aula facendo così mancare il numero legale; al secondo appello la maggioranza è autosufficiente e, indipendentemente dal Partito Democratico, ha i numeri per far cominciare la seduta che così ha inizio proseguendo poi con la discussione. Al momento della votazione, poi, la maggioranza è presente in aula con 19 consiglieri comunali, quindi la presenza di quelli del Pd risulta del tutto irrilevante ai fini dell’approvazione della delibera”. “E’ questo il primo passaggio che tenevamo a chiarire - ha proseguito il capogruppo del Pd - per dimostrare come il partito sia stato del tutto ininfluente per l’approvazione della delibera”, quasi a voler in qualche modo smontare quelle che erano state le stesse rassicurazioni di De Amicis a Landi.

IL CASO DE AMICIS - “Al di là delle parole che telefonicamente e in maniera incauta possono essere state dette - ha tenuto a precisare il segretario provinciale del Pd La Penna -, mai e poi mai nelle scelte consiliari del Partito Democratico hanno influito condizionamenti esterni, perché il gruppo ha agito sempre con una discussione al suo interno in cui ci puo esserci la legittimità delle diverse posizioni, mai nessuna di queste prese di posizioni personali sono state dettate da qualcosa di esterno al partito; elemento ribadito dal gruppo nella riunione di ieri ma che è sempre emerso dal comportamento coerente del partito in questa vicenda.

In riferimento alla decisione del consigliere De Amicis di autosospendersi, il segretario provinciale del Pd: “Abbiamo accolto come atto necessario e dovuto, considerando la delicatezza, la decisione del consigliere De Amicis che ha correttamente inteso di autosospendersi per evitare di estendere quella che è stata una leggerezza e un errore personale.

IL CASO MATTIOLI - Durante la conferenza stampa è voluto intervenire anche il consigliere comunale Fabrizio Mattioli; nei giorni scorsi, infatti, è stata pubblicata anche l’intercettazione di una sua telefonata con Bruno Landi, su cui Mattioli ha voluto fare chiarezza.

“Credo di essere stato uno dei pochi consiglieri ad essere passato dalla maggioranza ai banchi dell'opposizione - ha esordito Mattioli -; non ho mai cambiato idea rispetto a tutto quello che in questi anni il Pd e il centrosinistra hanno fatto e portato avanti in tema di rifiuti. Il giorno in cui ho fatto quella telefonata con Bruno Landi - ha spiegato -, era quello in cui si riuniva il Tavolo della Trasparenza che trattava il tema dell’inquinamento della falda acquifera e della discarica di Borgo Montello a cui partecipavano anche l’Arpa, la Asl, la Regione Lazio, Provincia, assessorato all’Ambiente, i tecnici di vari enti e alcuni cittadini, insieme ai rappresentanti di Ecoambiente e di Indeco. Durante quell'incontro Landi, all’epoca amministratore delegato di Latina Ambiente ed Ecoambiente, due partecipate del Comune, venne ingiuriato da una delle persone presenti alla riunione. Uscito da quell’auto avevo un senso di dispiacere per quello che era successo, dal punto di vista umano, per questo ho sentito Landi, per chiedergli scusa per quel cittadino che aveva avuto un comportamento irriguardoso. E’ questo il senso di quella telefonata che io volevo chiarire: se aver usato dell’educazione è un reato, allora chiedo di essere condannato. Ma sono fatto così: chiunque siede intorno ad un tavolo insieme a me, e si discute di cose che riguardano tutti e non avrà la possibilità di parlare come successe allora, io sarò il suo miglior difensore”. Questa la posizione di Fabrizio Mattioli che “aasumendosi” le responsabilità di quanto accaduto ha rimesso nelle mani del partito ogni tipo di decisione. Partito che dal canto suo ha deciso di prendere e mantenere due strade separate per i due consiglieri coinvolti nella vicenda.

LA QUESTIONE DEI RIFIUTI - Durante la conferenza di oggi il Partito Democratico ha affrontato anche la questione dei rifiuti, in riferimento al quale il gruppo consiliare ha elaborato un documento inviato al presidente della Regione Zingaretti, in cui si chiarisce la posizione politica assunta nel territorio di Latina. “Da sempre ci siamo battuti nel sostenere l’inutilità di realizzare un inceneritore dei rifiuti in provincia di Latina - dichiara il segretario La Penna facendo riferimento, secondo quanto espresso nel documento già ai tempi della giunta Marrazzo -. Oggi lo scenario è profondamente mutato. Nella nostra provincia vengono prodotte poco più di 300mila tonnellate di rifiuti e l’impianto di trattamento meccanico biologico sito ad Aprilia copre il fabbisogno della nostra provincia. Non ravvediamo dunque la necessità di autorizzare la costruzione di altri impianti di trattamento. E’ essenziale che la capacità di trattamento dell’impianto di Campoverde (Aprilia) sia a servizio dei rifiuti della provincia di Latina e non di Roma.Per il sud della provincia sarebbe utile riportare in ambito provinciale l’impianto sito a Castelforte che dalla precedente Giunta regionale fu inserito nell’ambito provinciale di Frosinone. In ogni caso, crediamo che per le note vicende giudiziarie, ma anche per un discorso di tutela del territorio crediamo che se proprio sia necessario un altro impianto di Tmb, ma anche questa situazione andrebbe al meglio vagliata, questo debba essere realizzato in aria industriale e non a Borgo Montello, zona già gravata da molte servitù”.

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