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Il caso a Latina

La Asl non paga il servizio mensa, Simeone chiede chiarimenti alla dg Cavalli e a Zingaretti

Il caso sollevato già nei giorni scorsi dal sindacato: l'azienda Innova Spa che ha in appalto il servizio di ristorazione per degenti e dipendenti dell’azienda sanitaria non può pagare gli stipendi dei lavoratori

“Una emergenza insostenibile che sta pesando solo sulle spalle dei lavoratori. E’ quella che si è venuta a creare a causa del mancato pagamento, da parte della Asl di Latina, per un importo totale pari a circa un milione e mezzo di euro, delle fatture emesse dalla azienda Innova Spa che ha in appalto il servizio di ristorazione per i degenti e i dipendenti dell’azienda sanitaria". Sono le parole del consigliere regionale Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia, che interviene sul caso dellaa 'Innova spa', azienda che ha in appalto il servizio di ristorazione della Asl di Latina, che non riceve più i pagamenti dall'azienda sanitaria e dalla Regione Lazio. 

"La situazione - sostiene il consigliere regionale - ha comportato e sta comportando notevoli disagi a carico dei lavoratori che diligentemente garantiscono le prestazioni previste pur non avendo percepito lo stipendio di marzo 2022 e senza avere alcuna certezza di ricevere le dovute spettanze per la mensilità di aprile 2022. Preso atto dell’emergenza in corso ho inoltrato una nota al direttore generale della Asl di Latina, Silvia Cavalli, e per conoscenza al presidente Zingaretti, all’assessore alla sanità, D’Amato e al direttore della direzione salute Annicchiarico, per conoscere le ragioni per cui ad oggi risulta esserci un insoluto da parte della Asl di Latina nei confronti dell’azienda Innova Spa a fronte dei servizi regolarmente erogati e per quale motivo la Asl di Latina non avrebbe predisposto, stando le notizie a disposizione, alcun provvedimento mirato ed urgente a sanare tale situazione. Abbiamo chiesto inoltre di sapere i motivi per cui la Asl di Latina non ha risposto ai solleciti avanzati dalla società Innova Spa in merito agli insoluti attivi, quali siano le procedure che vengono seguite, i singoli responsabili dei procedimenti e i relativi tempi per il pagamento delle fatture emesse dalla società Innova Spa e se la Asl di Latina abbia avviato, considerato il tempo trascorso dalla prima fattura insoluta afferente al mese di agosto 2021, le adeguate verifiche alla base del reiterato mancato pagamento".

Il consigliere della Regione Lazio sottolinea che la Asl ha il dovere di comunicare quali azioni urgenti si intendano per procedere al pagamento delle fatture insolute ed entro quali tempistiche precise. La questione rischia infatti di portare alla paralisi di un servizio fondamentale nonché al protrarsi delle mancate retribuzioni a carico dei lavoratori. "Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso - commenta Simeone - segnato probabilmente da approssimazione e superficialità considerato che non risulta essere stata fornita alcuna risposta neanche alla comunicazione, inoltrata dall’amministratore unico della “Innova Spa” con la quale si evidenziava proprio al direttore generale della Asl di Latina come il mancato pagamento di tale somma particolarmente ingente stia creando una vera e propria emergenza sia a carico dei lavoratori  sia per l’azienda erogatrice del servizio mensa per dipendenti e degenti in quota alla Asl di Latina. Non si comprendono le ragioni per cui la Asl, pur essendo stata messa a conoscenza della gravosa situazione in atto, non abbia assunto rapidi e consequenziali provvedimenti. L’unico atto ad oggi pubblicato dalla Asl di Latina, inerente il servizio di ristorazione, è la deliberazione concernente “Estensione di servizi aggiuntivi non previsti dal Capitolato di gara a favore della Ditta Innova spa. Provvedimenti” con cui, in via d’urgenza, si approva l’affidamento alla Ditta Innova spa di alcuni servizi non previsti nel capitolato della gara centralizzata e nella Convenzione sottoscritta con la regione Lazio fronteggiando, stando quanto rilevato, solo problematiche contingenti d prevenendo quelle future legate a servizi extra senza intervenire in alcun modo per sanare la problematica inerente le fatture insolute per complessivi nove mesi circa”.

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