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Enrico Letta lancia Coletta: "La grande svolta di Latina non deve fermarsi. La partita è tra passato e futuro"

Il segretario del Partito democratico ha partecipato a un incontro organizzato ieri nell'arena del Circolo cittadino di Latina accanto al sindaco uscente: "Questa è la passione per la politica e la città"

Mancano ormai pochi giorni alla data del ballottaggio, che deciderà chi governerà la città di Latina per i prossimi cinque anni. Nel capoluogo, dopo il governatore del Lazio Nicola Zingaretti arrivato ieri per incontrare gli elettori e il sindaco uscente, anche il segretario nazionale del Partito democratico Enrico Letta lancia la corsa di Damiano Coletta. Lo ha fatto ieri sera, 14 ottobre, dal palco allestito nell'arena esterna del Circolo cittadino, davanti a moltissimi cittadini che hanno assistito all'evento.

A parlare per primo, in un lungo discorso appassionato è proprio il sindaco uscente: "Una società civile è quella che è in grado di tendere la mano a chi sta indietro - dichiara dal palco Damiano Coletta - e questo è stato il nostro modo di amministrare. Non siamo usciti da questa grave crisi ma ora inizia il momento della ripresa ed è il momento in cui abbiamo messo i conti in ordine e la città ha gambe solide. Abbiamo cambiato la grammatica: ora si parla di bene comune, di partecipazione, di equità, pari opportunità, trasparenza. E si parla di libertà, perché la libertà si ottiene attraverso le regole. Abbiamo vissuto anni in cui c'erano percorsi agevolati per gli amici, io non sono un politico molto furbo, non ho pensato al consenso e qualcuno me lo ha anche addebitato".

"Bravo Damiano - ha esordito Letta - a me ha convinto. E' fantastico tutto questo, bellissimo. Non possiamo perdere. Grazie di avermi voluto accanto. Damiano ci ha dato dimostrazione di cosa significa avere passione per la politica e per la città. Stasera ci ha dato qualcosa in più. Questa campagna elettorale che dice cosa si vuole fare è quella più convincente e che sentiamo nostra. Oggi 14 anni di Partito democratico, siamo qui e li festeggiamento guardando lontano. Anche in questa campagna elettorale il Pd ha dimostrato di essere una forza generosa ed inclusiva, che guarda al futuro e che punta ai territori e alle città. Noi non vinceremo da soli ma solo se costruiamo coalizioni, se mettiamo insieme. La politica è fatta di persone che si guardano negli occhi e sanno di sapersi fidare l'una dell'altra".

La pandemia ha amplificato le disuguaglianze - continua il segretario del Pd - Le differenze le abbiamo toccate con mano. Ho trovato affascinante il quadro che hai raccontato sulla Latina che hai in testa per il futuro e sono convinto che gli elettori ti daranno il consenso, perché gli elettori non votano per il passato, la gente è più intelligente. Qui c'è un sindaco che parla di futuro, in una campagna elettorale in cui, dopo la pandemia, abbiamo riscoperto il piacere di ritrovarci, di parlarci. E' stato straordinario incontrare di nuovo le persone e guardarle negli occhi. A marzo guardavo l'Italia dall'estero e vedevo un Paese in declino che si stava consegnando a Meloni e Salvini. C'erano solo due dubbi: quando e chi dei due avrebbe fatto il presidente del Consiglio. Questo accadeva a marzo. Io so che il nostro Paese però non si metterà mai in queste mani, non può essere guidata da due leader così. Noi stiamo dalla parte dell'Europa della solidarietà, della ricerca e della sostenibilità. Loro hanno scelto l'Europa dei primi ministri polacco e ungherese. Anche in questo caso è un ballottaggio, come quello di Latina. O si sta da una parte o dall'altra. Oggi non c'è più nulla di moderato in questa destra".

Vi chiedo di fare il possibile nelle prossime 72 ore - ha concluso Letta - non fermatevi neppure di fronte a chi ha già votato per il contendente. Parlate con tutti, non vi fermate. La grande svolta di Latina non deve fermarsi. La partita è tra passato e futuro".

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