Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Lavoratore abbandonato in strada con un braccio amputato, Celentano: “Violati diritti e la dignità umana”

Le parole della sindaca di Latina e del presidente della Provincia Stefanelli dopo quanto accaduto nelle campagne pontine a un agricoltore di origini indiane vittima di un grave incidente sul lavoro

Mentre proseguono le indagini dei carabinieri per fare chiarezza su quanto accaduto ieri nelle campagne tra Latina e Cisterna, si susseguono gli interventi della politica locale e non solo. Un episodio agghiacciante che fa tornare alla ribalta un tema sempre tristemente attuale, soprattutto nella realtà pontina, quello del caporaloato e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura. 

Vittima di un gravissimo incidente sul lavoro è stato un giovane bracciante di nazionalità indiana; era il tardo pomeriggio di ieri quando mentre stava lavorando in un’azienda agricola un macchinario gli ha staccato un braccio provocandogli anche altre gravi fratture. Ma il ragazzo, e qui si aggiungono particolari raccapriccianti, invece di essere soccorso dai datori di lavoro è stato abbandonato sulla strada a poca distanza dalla sua abitazione, come ha denunciato il sindacato Flai Cgil.

Sindaca Celentano: “Violati diritti e la dignità umana”

“Questo episodio – ha detto la sindaca di Latina, Matilde Celentano – rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali, della dignità umana e delle norme inerenti la sicurezza dei lavoratori. È inaccettabile che si verifichino situazioni del genere: il luogo di lavoro deve essere un ambiente sicuro e rispettoso delle norme, dove i diritti dei lavoratori sono tutelati e la salute e la sicurezza sono la priorità. Esprimo la mia più sincera solidarietà e vicinanza alla vittima e alla sua famiglia in questo momento difficile e li invito a confidare nell’operato dei carabinieri, immediatamente intervenuti per ricostruire quanto accaduto e stabilire le responsabilità di ognuno”.

Stefanelli: “Serve un’azione sistematica contro il lavoro sommerso”

Sul caso è intervenuto questa mattina anche il presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli. “Nelle terre dell'agro pontino appare ancora evidente come la mancata regolarizzazione della manodopera, in gran parte straniera, sia un fenomeno da indagare e affrontare senza ideologismi di sorta - a detto Stefanelli -. Quello di ieri  è un fatto gravissimo, sintomo di un problema latente, che esplode ora per la brutalità dei fatti e le modalità con cui, il povero lavoratore, è stato abbandonato senza i dovuti soccorsi. Da qui, oltre agli accertamenti degli organi proposti, si aprirà un'amara ed inevitabile riflessione sulle tutele da attuare per tutti quei lavoratori, che, ancora oggi, non godono di quei diritti fondamentali che la sicurezza e la salute sul lavoro richiedono. Spero che, finito il frastuono dei titoli che un caso come questo solleva, si inizi un dialogo tra istituzioni per mettere in campo azioni concrete contro un tipo di lavoro che non può essere più accettato. I continui casi di cronaca, le premature morti e gli incidenti invalidanti come questi, ci dimostrano ancora una volta come manchi nel nostro Paese una cultura della sicurezza sul lavoro. 

Noi, come Provincia - ha poi aggiunto il presidente -, nei mesi scorsi, richiamando i tragici fatti di cronaca di Firenze, avevamo riacceso l'attenzione sul Protocollo di Intesa con sindacati e ditte edili a controllo e tutela del lavoro sui cantieri edili nelle opere pubbliche della nostra centrale di committenza. Il mondo dell’agricoltura, come quello agricolo, accoglie purtroppo ancora troppi lavoratori ‘in nero’, non regolarizzati. Ecco perché serve un’azione sinergica per un’inversione di mentalità che promuova e diffonda la cultura della sicurezza, che tema più il danno alla persona che le conseguenze penali, che azzeri le differenze informative sul sistema previdenziale e contributivo e sia lo strumento per una rinnovata centralità delle istituzioni su questi temi”.


 

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