Martedì, 23 Luglio 2024
Politica

Lavoratore scaricato in strada con il braccio amputato, il caso all’attenzione di Regione e Governo

Supera i confini provinciale il caso del bracciante indiano rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro e poi abbandonato davanti alla sua abitazione

E’ balzato prepotentemente all’attenzione nazionale il caso del bracciante di origini indiane che, ferito in un incidente sul lavoro, è stato abbandonato in strada nei pressi della sua abitazione nella zona di Borgo Santa Maria, a Latina. Un episodio di una brutalità estrema che riaccende i riflettori non solo sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, ma anche su quello dello sfruttamento nelle campagne, una vera e propria piaga nella provincia di Latina. 

Quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri nell’azienda agricola dove il giovane bracciante ha perso un braccio mentre lavorava con un macchinario, e soprattutto quanto successo dopo quando il lavoratore è stato scaricato nei pressi della sua abitazione senza essere soccorso, saranno i carabinieri che indagano a doverlo chiarire. Ma agli interrogativi su quanto è stato fatto, anche nel territorio pontino, per contrastare il fenomeno del caporalato, ma soprattutto su quanto ancora deve essere fatto, deve rispondere anche la politica. 

Interrogazione in Regione della consigliera Bonafoni 

Il caso del 31enne indiano è finito ora all’attenzione di Regione e Governo. Questa mattina la consigliera regionale del Pd, e presidente della commissione Trasparenza e pubblicità, Marta Bonafoni, ha presentato una interrogazione al presidente Rocca e all’assessore al Lavoro, Giuseppe Schiboni per “comprendere quali azioni la Regione Lazio stia mettendo in campo in tema di contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. La presenza di caporalato e meccanismi di sfruttamento in agricoltura - ha detto la consigliera dem - sono testimoniati anche dai dati allarmanti diffusi dall’Ispettorato nazionale del lavoro, che solo nel 2023, a fronte di solo 222 controlli effettuati presso aziende agricole nel Lazio, ha registrato un tasso di irregolarità del 64,5%” ha detto Bonafoni ricordando la legge approvata nel 2019, nel corso della passata legislatura, che individua misure per combattere inaccettabili fenomeni di sfruttamento ancora troppo diffusi nel nostro territorio. “È proprio per capire cosa stia facendo l’amministrazione Rocca per attuare quella legge - ha concluso la consigiera del Partito Democratico -, che l’interrogazione presentata chiede quali campagne informative siano state promosse in questi mesi e quali azioni siano state implementate per favorire un maggiore coordinamento e scambio con gli organi che si occupano di vigilanza e controllo. Infine, vogliamo capire in che modo la Regione stia monitorando l’idonea gestione dei fondi nel settore agricolo”.

Pd: “Orrore per quanto accaduto"

E nella stessa direzione si muoveranno, sempre in Regione, l’altro consigliere del Pd Salvatore La Penna e, in Parlamento, il deputato Matteo Orfini. “Proviamo orrore per quanto accaduto. È sconvolgente, ma è solo la punta dell'iceberg di un diffuso e noto fenomeno di sfruttamento del lavoro in agricoltura. Per contrastare la piaga del caporalato non si fa abbastanza. Eppure le leggi ci sono", hanno commentato il segretario provinciale del Pd, Omar Sarubbo, e il responsabile provinciale delle politiche per il lavoro, Paolo Bovieri, che hanno fatto sapere di aver contattato appunto il deputato Orfini, e il consigliere regionale La Penna che si sono immediatamente attivati per presentare interrogazioni e mozioni nelle sedi preposte. “È importante capire quali azioni e finanziamenti il Governo e la Regione stanno mettendo in campo per attuare e finanziare tutte le misure previste da tali normative per combattere ogni odierna e inaccettabile forma di schiavitù ed evitare che questi strumenti normativi restino lettera morta, come spesso accade nel nostro Paese - hanno concluso Sarubbo e Bovieri — Agli enti locali del territorio – concludono Sarubbo e Bovieri - chiediamo lo sforzo di andare oltre le prevedibili dichiarazioni di circostanza e contribuire fattivamente con proprie iniziative”. 

Interrogazione della senatrice Susanna Camusso 

Intanto una interrogazione urgente, sottoscritta anche da altri 13 colleghi del Pd, è stata presentata dalla senatrice del Partito Democratico Susanna Camuso ai ministri del Lavoro Marina Elvira Calderone e dell'agricoltura Francesco Lollobrigida. L'ex sindacalista chiede “quali iniziative urgenti il governo intende assumere per intensificare il contrasto al caporalato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei braccianti agricoli” come anche "se il Governo non ritenga necessario un maggiore coordinamento tra le istituzioni e un aumento significativo dei controlli sul territorio". "L'ennesimo e terribile incidente in provincia di Latina che si è verificato ieri - scrive Camusso nell'interrogazione - non è solo un canonico incidente sul lavoro, ma un evento la cui spietatezza ha raggiunto un livello che calpesta ogni regola di civiltà e rispetto della dignità umana. Appare evidente che l'attuale impianto normativo non sia sufficiente per prevenire il caporalato, una piaga alimentata dalla criminalità organizzata che necessità di uno sforzo straordinario da parte dell'Esecutivo, specie perché l'agricoltura è un settore strategico e i braccianti agricoli, in gran parte extracomunitari, rappresentano una forza lavoro indispensabile”. 

Rocca: “Nostre priorità la sicurezza sul lavoro e la lotta al caporalato”

E su quanto accaduto nelle campagne pontino è intervenuto anche il presidente della Regione, Francesco Rocca. Un episodio “sconcertante, sia nella dinamica con cui è avvenuto l’incidente, sia per la maniera disumana con cui il lavoratore è stato trattato nei primi momenti del soccorso. Sono certo che le autorità competenti potranno fare piena luce su quanto avvenuto e individuare i responsabili di un atteggiamento così vile e crudele. La sicurezza sul lavoro è una priorità di questa Giunta che ha stanziato oltre 9 milioni di euro attraverso finanziamenti Inail e fondo Fse+ e che ha già previsto l’uscita di due nuovi avvisi. Il primo con risorse Inail erogate alla Regione in seguito alla stipula di un protocollo d’intesa e il secondo grazie ai fondi Fse. Abbiamo anche aumentato di cento unità il numero dei tecnici Spresal nella Asl e siamo capofila del progetto “Soleil” per la lotta al caporalato, finanziato con le risorse del Ministero del Lavoro che prevede l’arrivo di altri dieci milioni di euro per il Lazio. La Regione è in prima linea nella lotta al caporalato e per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro”. 

Sinistra Italiana: “Questo non è lavoro, questa è barbarie” 

“Andare al lavoro è come andare al macello”, hanno commentato con una nota il segretario Sinistra Italiana Lazio,Danilo Cosentino, la responsabile Lavoro Lazio Mara D’Ercole, e il e il segretario Sinistra Italiana Latina Giuseppe Bortone. “Un episodio mostruoso, che racconta il degrado delle condizioni del lavoro e l’abbrutimento della percezione di cosa possa essere una società civile nel nostro paese e nella nostra regione. Questo non è lavoro, questa è barbarie, e dove c’è barbarie non c’è diritto né dignità” hanno aggiunto gli esponenti di Sinistra Italiana che hanno espresso la loro solidarietà al lavoratore e alla segreteria generale della Flai Cgil di Latina, Hardeep Kaur, “che ha dovuto ancora una volta fronteggiare la bestialità delle condizioni cui il lavoro è stato ridotto”.

Calandrini (FdI): “Condanna ferma e richiesta di giustizia”

“Questo episodio, che riporta alla luce la drammatica realtà dello sfruttamento e dell'indifferenza verso la dignità umana, non può passare inosservato né restare impunito” ha invece dichiarato il senatore e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini. “Come rappresentante del popolo italiano e membro di Fratelli d'Italia, esprimo la mia più totale solidarietà alla vittima di questa disumana crudeltà. È inaccettabile che nel nostro Paese possano verificarsi episodi di tale brutalità, che offendono non solo la vittima ma l'intera comunità nazionale. Spero che le autorità competenti riescano a identificare e perseguire penalmente i responsabili di questo atto vile. Non possiamo permettere che chi sfrutta e maltratta lavoratori indifesi continui a operare nell'impunità. La tutela dei diritti dei lavoratori, la lotta contro ogni forma di sfruttamento e la promozione della legalità devono essere priorità assolute per il nostro Paese. Spero che tutte le forze politiche si uniscano in questa battaglia per la difesa della dignità umana e che non ci sia spazio per speculazioni politiche su temi così delicati”.

Tripodi (FI): “Auspico una pena esemplare” 

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia, e presidente della commissione Lavoro alla Pisana, Orlando Angelo Tripodi. “È assolutamente inaccettabile e disumano che ancora oggi esistano pratiche di caporalato” ha detto Tripodi spiegando come la commissione Lavoro sia “pronta a intervenire e ad adoperarsi affinché situazioni del genere vengano fermate e condannate. È fondamentale garantire i diritti e la dignità di tutti i lavoratori. Attendo gli sviluppi delle indagini e mi auguro una pena esemplare per gli autori di questo orribile reato. Nel frattempo mi accerterò che anche i familiari del lavoratore siano assistiti e supportati adeguatamente dai servizi sociali. La dignità umana prima di tutto, è un principio sacro garantito costituzionalmente, e non mi interessa se siano o meno regolari. Non in questo momento”. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lavoratore scaricato in strada con il braccio amputato, il caso all’attenzione di Regione e Governo
LatinaToday è in caricamento