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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Politica

In marcia contro l’odio: anche i sindaci pontini sfilano a Milano per Liliana Segre

Sono 11 i primi cittadini della provincia che hanno dato la loro adesione alla manifestazione. La senatrice a vita sul palco: “Cancelliamo le parole ‘odio’ e ‘indifferenza’”

Anche il sindaco di Latina Damiano Coletta e gli altri primi cittadini della provincia pontina hanno sfilato ieri a Milano partecipando alla manifestazione “L'odio non ha futuro”. 

La marcia, nata per testimoniare la vicinanza delle Amministrazioni comunali alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Auschwitz, oggi sotto scorta a causa di ripetute minacce antisemite, era stata lanciata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e da quello di Pesaro Matteo Ricci e sposata da Anci con il presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro, Upi e Lega autonomie. 

A sfilare, tra i 600 sindaci che hanno partecipato alla manifestazione, anche quelli pontini. Coletta ha pubblicato ieri su Twitter le foto che testimoniano la partecipazione e la vicinanza che arriva anche dalla provincia di Latina; “Scorta civica a #LilianaSegre: Latina e i Sindaci della provincia pontina ci sono” scrive (foto in alto). 


Alla manifestazione hanno dato la loro adesione oltre a Coletta anche Anna Maria Bilancia (Priverno), Mauro De Lillis (Cori), Salvatore De Meo (Fondi), Sergio Di Raimo (Sezze), Giuseppina Giovannoli (Sermoneta) Domenico Guidi (Bassiano), Carlo Medici (Pontinia e presidente della Provincia di Latina), Nancy Piccaro (Roccagorga), Claudio Sperduti (Maenza), Paola Villa (Formia).

Segre: “Cancelliamo le parole ‘odio’ e ‘indifferenza’”

Ho conosciuto l’odio, ho conosciuto cosa vuol dire diventare un rifiuto di quella società civile alla quale credevo di appartenere. Ho sentito le parole dell’odio, odiose ed insultanti. Poi ho visto la messa in opera del programma feroce preparato dall’odio” ha detto la senatrice Liliana Segre dal palco in piazza della Scala, dopo la marcia (guarda il video su MilanoToday). “Più tardi, quando ho trovato la forza di raccontare, guardavo e guardo ancora adesso gli occhi dei giovani che mi ascoltano e spero molto in loro, forse future candele della memoria. E stasera, da madre, guardo negli occhi tutti questi meravigliosi figli con la fascia tricolore e tutti i semplici e straordinari cittadini che sono venuti qui per gridare ‘basta odio, parliamo d’amore’. Lasciamo l'odio agli anonimi della tastiera". 

"L'odio si combatte anche tenendo viva una memoria condivisa delle tragedie che le generazioni passate hanno patito proprio a causa della predicazione dell’odio" ha proseguito. Poi rivolgendosi ai sindaci: ”Voi avete una missione difficile e apprezzo tantissimo che per qualche ora abbiate voluto lasciare i vostri compiti per questa occasione. Il vostro impegno può essere decisivo per la trasmissione delle memoria. Stasera non c'è indifferenza, ma c'è un'atmosfera di festa, cancelliamo tutti le parole odio e indifferenza e abbracciamoci in un catena umana che trovi empatia e amore nel profondo del nostro essere”. 

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