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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica Formia

Manifesto di Giorgia Meloni appeso a testa in giù: “Atto vile. Clima d’odio preoccupante”

E’ accaduto nella zona di Gianola a Formia. La denuncia del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Calandrini: “Non è un caso isolato, boicottata una campagna d’affissione nazionale”

Manifesto di Giorgia Meloni appeso a testa in giù: è accaduto nella città di Formia dove sono stati affissi i cartelloni elettorali della leader di Fratelli d’Italia candidata alle elezioni europee di giugno come capolista in tutte le circoscrizioni - e quindi anche in quella dell’Italia centrale che interessa la provincia di Latina -. 

A denunciare l’episodio è stato il coordinatore provinciale del partito, il senatore Nicola Calandrini. “Dopo Aosta anche a Formia qualche vile ha ben pensato di appendere al contrario un manifesto elettorale di Giorgia Meloni, regolarmente affisso nei giorni precedenti dall’azienda incaricata per un’affissione di carattere nazionale” spiega Calandrini. 

Il fatto nella frazione di Gianola nei pressi della fermata dell’autobus vicino alla scuola elementare. “Fratelli d’Italia ha dato mandato, nei giorni scorsi, all’azienda Avip di affiggere dei manifesti che, secondo la stessa azienda, sono stati regolarmente attaccati. Nella notte, in diversi comuni italiani, non solo nel nostro territorio, qualcuno avrebbe o affisso nuovi manifesti o addirittura smontato e rimontato al contrario il supporto contenente il manifesto. Un vero e proprio attacco alla democrazia, studiato e con una regia che ci fa piombare in un clima d’odio di cui l’Italia non aveva bisogno - commenta il senatore pontino -. Un gesto vile, tipico di chi non ha argomenti e tende quindi a denigrare l’avversario. Un clima d’odio preoccupante, dopo le offese sessiste e volgari lanciate dal palco del concertone del primo maggio nei confronti del presidente del Consiglio. Abbiamo ovviamente informato la Digos dell’accaduto ma appare necessario che gli esponenti della sinistra prendano le distanze da questo atteggiamento becero”.

“Chiedono a noi di prendere le distanze da qualcosa accaduto 80 anni fa quando, nel 2024, qualcuno sta minando con atti violenti il confronto democratico - aggiunge il coordinatore provinciale di FdI -. Non condannare quanto avvenuto nella notte, in modo esplicito, equivale a essere complici e coinvolti in questa campagna d’odio senza precedenti. Noi come sempre, seppur indignati, risponderemo a questa becera provocazione con la forza delle idee, dei progetti e dei risultati che stiamo raggiungendo a livello locale e nazionale, forti di una comunità di militanti ed elettori sempre più coesa e numerosa. 

Non saremo noi a gettare benzina sul fuoco, siamo superiori e non risponderemo alle provocazioni. Portiamo avanti il nostro stile di patrioti e veri difensori dei valori repubblicani che caratterizzano la nostra nazione. Auspichiamo - conclude Calandrini - che anche i nostri avversari, però, non strizzino l’occhio a certi ambienti dove da una parte si ciancia di libertà e diritti e dall’altra si vorrebbe vietare di parlare a chi la pensa diversamente. Questa non è democrazia ma solo una nuova forma di dittatura”.

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