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Matrimoni gay: dopo il sì di Latina, mozioni anche nel resto d’Italia

Il mese scorso il Consiglio ha approvato la delibera per la trascrizione dei matrimoni tra omosessuali celebrati all'estero. Mozioni in diverse città italiane depositate dall'Associazione Radicale Certi Diritti

Mozioni in tutta Italia a favore della trascrizione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Dopo il sì del consiglio comunale di Latina, un po’ apripista da un certo punto di vista, si muovono anche le altre città del Paese. L’Associazione Radicale Certi Diritti, infatti, ha promosso il deposito di una mozione a favore della trascrizione dell’atto di matrimonio tra persone dello stesso sesso in varie città italiane tra cui Roma, Milano e Torino.

Nelle scorse settimane, cogliendo forse un po’ tutti di sorpresa, il Consiglio comunale del capoluogo pontino ha approvato la delibera per la trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso che siano residenti a Latina. Una prima battaglia vinta per i due artisti pontini Antonio Garullo e Mario Ottocento che, dopo essersi sposati in Olanda nel 2002, più volte avevano chiesto al Comune l trascrizione del loro matrimonio, ricevendo solo porte in faccia.

Ora anche a Fano una coppia Fano ha annunciato che chiederà al Comune la trascrizione del proprio matrimonio contratto in Olanda.

“Un’ormai corposa giurisprudenza nazionale ed europea ha riconosciuto le relazioni omosessuali come piene titolari di un diritto alla vita familiare, che il diritto di sposarsi non è necessariamente limitato a coppie di sesso diverso e che che la differenza di sesso non è un connotato essenziale del matrimonio. Inoltre, lo straniero che abbia contratto un matrimonio fuori dall’Italia con un cittadino straniero dello stesso sesso deve essere qualificato quale ‘familiare’, ai fini del diritto al soggiorno in Italia” spiega l’associazione.

Poco prima dell’approvazione della delibera a Latina, ricorda ancora l’associazione, “il Tribunale di Grosseto con ordinanza del 3 aprile 2014 ha ordinato al Comune di Grosseto di trascrivere nei registri dello stato civile il matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero, poiché non è contrario all’ordine pubblico, è valido e produce effetti giuridici nel luogo in cui è stato pubblicato e infine non sussiste né nelle norme del diritto internazionale privato né nella legislazione interna, un riferimento alle diversità di sesso quale condizione necessaria per contrarre matrimonio”.

Gli amministratori locali devono mostrare coraggio nel sostenere legittime richieste di inclusione e di cittadinanza da parte delle coppie omosessuali – conclude -, ma non possono essere lasciati soli, anche il governo, e in particolare il Ministro dell’Interno, deve prendere una posizione chiara poiché questa indeterminatezza è dannosa per tutti”.

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