Renzi a Latina, contestazioni in corso della Repubblica: le precisazioni dell’Anpi nazionale

Le manifestazioni, con i presidi tra gli altri di Anpi e Forza Nuova, davanti al Supercinema nel corso della visita del Premier per sostenere il Sì al Referendum. La posizione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Un momento delle contestazioni all'esterno del Supercinema

A qualche giorno di distanza dalla visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Latina nell’ambito della campagna per il Sì al Referendum Costituzionale del 4 dicembre prossimo, fa ancora discutere, soprattutto, quanto accaduto all’esterno del Supercinema che ha ospitato il comizio del Premier. 

Qualche contestatore, infatti, ha atteso l’arrivo di Renzi in corso della Repubblica lunedì pomeriggio; tra questi alcuni rappresentanti dell’Unione sindacale di base, della sezione Anpi di Latina e di Forza Nuova. 

Proprio la “vicinanza” tra i due presidi di Anpi e Forza Nuova, dopo la diffusione in rete di alcune foto, ha fatto nascere una polemica alla quale ha nell’immediato replicato la presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani D'Italia della provincia di Latina, Ada Filosa rigettando “categoricamente che l'Anpi, portatrice dei valori dell'antifascismo e della Resistenza, possa essere accomunata alle forze neofasciste”. 

Sui fatti di lunedì è voluta intervenire anche la Segreteria Nazionale Anpi, prendendo le distanze da quanto accaduto. “Premesso che, ancora una volta, una certa stampa ed alcuni esponenti politici sono pronti ad occuparsi dell’ANPI (anzi, addirittura a scoprirne l’esistenza) solo quando insorgono problemi e si presentano occasioni per criticarla - si legge in una nota -, la vicenda di Latina merita una netta presa di posizione da parte di questa Segreteria.

Stiamo facendo migliaia di manifestazioni in tutta Italia per il No, abbiamo sempre ribadito che il nostro unico obiettivo è quello di impedire uno stravolgimento della Costituzione e che la campagna referendaria deve essere civile e ordinata. E in effetti l’Anpi la sta affrontando con le sue bandiere e la sua autonomia, fermi restando i rapporti di collaborazione con il comitato per il No e con alcune associazioni particolarmente vicine, come Cgil, Arci, Libertà e Giustizia, ecc.

Deploriamo, dunque - prosegue la nota -, che a Latina vi sia stato qualcuno che ha battuto una strada diversa, sia per dichiarazioni sbagliate e improvvide, sia per la presenza stessa ad un presidio che confligge con l’impostazione nazionale dell’Anpi tesa all’informazione e al dialogo civile sul merito; e deploriamo ancora di più che la nostra gloriosa bandiera si sia trovata esposta a contiguità e vicinanze assolutamente insopportabili e improponibili. Non è questa la nostra linea, a cui – del resto – si sta attenendo tutta l’Anpi nel suo complesso”.

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“La nostra Associazione, a livello provinciale, si è già nettamente dissociata. Dissociazione che l’Anpi Nazionale condivide in modo fermo e assoluto. Provvederà il Comitato provinciale di Latina ad accertare, anche attraverso una discussione approfondita, come siano andate realmente le cose - conclude -. Sarà l’occasione non solo per adottare o proporre agli organismi nazionali le misure necessarie ma anche per ribadire che la linea dell’Anppi è e deve restare quella già tracciata, come sopra indicata, senza eccezioni o deviazioni di sorta”.

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