Salvini dal palco di Sabaudia: “Nel Governo si è rotto qualcosa. Non è più il momento dei no”

In piazza del Comune l’atteso comizio del vicepremier e leader della Lega: “Non sono fatto per le mezze misure: o le cose si possono fare per intero e in fretta o stare lì a scaldare la poltrona non fa per me”

E’ iniziato poco dopo le 21.30 ed è durato oltre un’ora il tanto atteso comizio di Matteo Salvini in piazza del Comune a Sabaudia. Un comizio arrivato al termine di una giornata convulsa che lo ha portato ad annullare la prima tappa del suo tour estivo sulle spiagge, quella proprio all’Oasi di Kufra, per essere presente in Senato per il voto sulla Tav, poi quella di Anzio all’esito proprio del voto a Palazzo Madama. 

Un incontro a Palazzo Chigi con il presidente Giuseppe Conte ha anticipato il comizio di Sabaudia su cui si sono concentrati questa sera gli occhi di tutta Italia. Salito sul palco di piazza del Comune nella città delle Dune in camicia e cravatta, Salvini ha ringraziato i presenti: “Grazie di cuore perché siete il motivo per il quale ogni mattina ci alziamo per fare del nostro meglio. È stato un anno bello”. Poi i suoi cavalli di battaglia a partire dall’immigrazione, “In Ue si convincano che non siamo un campo profughi”. E il dl Sicurezza che “non è una legge che impedisce di salvare le vite in mare, molto semplicemente voglio stroncare il traffico e mettere in galera gli scafisti”. Poi il caso Bibbiano, la necessità di una riforma della Giustizia e di una riforma della Scuola. 

Ma è quanto accaduto dopo il voto sulla Tav a farla da padrone: “I giornalisti sono curiosi di sapere cosa è successo ma io voglio prima raccontare a questa piazza quello che è stato fatto in questo anno. Per una volta vengono prima i cittadini e poi i giornalisti” ha detto il ministro dell'Interno dal palco acclamato dalla folla. Ma il riferimento alla situazione del Governo è d’obbligo. “L'ultima delle cose che ci interessano è avere qualche poltrona in più o qualche Ministero in più. Anzi le sette poltrone della Lega, i sette Ministeri della Lega sono a disposizione degli italiani. O si possono fare le cose o la parola torna al popolo - ha dichiarato dal palco -. Il Paese ha bisogno di tanti sì, non di tanti no; non mi uscirà mai una parola negativa su Di Maio o Conte; sono orgoglioso delle cose fatte, ma negli ultimi mesi qualcosa si è rotto”. 

“Cosa succederà nelle prossime ore? - ha incalzato ancora il leader della Lega dal palco di Sabaudia senza mai parlare apertamente di crisi di Governo - Non sono fatto per le mezze misure: o le cose si possono fare per intero e in fretta o stare lì a scaldare la poltrona non fa per me, è molto semplice. E' qualche notte che dormo poco e male, sento una grande responsabilità, abbiamo sulle spalle la tensione di un intero paese. 

Ci aspettano mesi impegnativi e quello che dobbiamo fare lo dobbiamo fare in maniera compatta, veloce, energica, innovativa. Io voglio guidare un Paese dove l'unica parola che conta è sì - è tornato a ribadire il vicepremier -: si devono fare le cose. Non è più il momento dei no e dei dubbi”. “Nelle prossime ore si decideranno tante situazioni. Conto di farlo con la coscienza a posto, senza avere padrini e padroni.Non mi interessano rimpastini o rimpastoni: finché si sono fatte le cose sono andato avanti come un treno; ma se dovessi rendermi conto che le cose non si possono fare più, meglio il divorzio, come nei matrimoni. Le cose che si tirano in lungo non mi sono mai piaciute. Gli italiani tutto possono sopportare tranne le perdite di tempo e i litigi perenni”.  

Poi una stoccata agli alleati di Governo sul reddito di cittadinanza. "Non e' che si possano dare redditi di cittadinanza a chiunque passi per Sabaudia o garantire stipendi minimi se non abbassi prima le tasse agli imprenditori, a chi produce la ricchezza. Prima di redistribuirla la ricchezza la devi creare"

Immancabile anche il riferimento alle polemiche degli ultimi giorni, primo fra tutti il caso della donna nomade che gli aveva augurato un proiettile sui social e che aveva definito “zingaraccia” invocando le immancabili ruspe, “gliele manderemo il prima possibile, mantengo l’impegno". E ancora Milano Marittima e al Papeete Beach: ”Non avessi mai fatto 10 giorni di vacanza con mio figlio in Romagna; il ministro in spiaggia in costume”; e la coda velenosa nel finale: “La prossima volta spero di venire in costume, e con la panza, e mi faccio un giro sulla moto d’acqua, sperando di non mettere nei guai qualcuno”. 

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Poi dopo aver ringraziato tutti gli immancabili selfie con i presenti. 

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