Scauri di Minturno, "no all’impianto di mitilicoltura": nuove iniziative in cantiere

L'aspirante primo cittadino di Mintunro, Francesco Valerio, commenta positivamente la volontà di componenti politiche e sociali di manifestare unanimemente l'opposizione all'impianto formando un tavolo con candidati a sindaco e associazioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Continua la mobilitazione per dire "no" all’impianto di mitilicoltura a Scauri. Francesco Valerio, candidato a sindaco del comune di Minturno per la coalizione Primavera Minturnese, l'8 febbraio scorso ha partecipato alla riunione sull'impianto di mitilicoltura indetta da Terranima e ha commentato positivamente la volontà di componenti politiche e sociali di manifestare unanimemente l'opposizione all'impianto formando un tavolo con candidati a sindaco e associazioni.

"E' una buona cosa come lo è anche la petizione in corso a cui però non vi è stato riscontro se non nel fatto di fare la stessa cosa ma sotto forme e 'patrocini' diversi - ha commentato Valerio -. Le sole eccezioni sono state due. La prima del candidato a sindaco Massimo Signore che ha dichiarato di firmerà la petizione come cittadino (cosa che ho apprezzato perché i cittadini vengono prima dei candidati a sindaco, infatti la mia firma come primo firmatario è in qualità di cittadino e non come candidato a Sindaco). La seconda, che ho apprezzato molto, è l'adesione alla petizione del Movimento Cinque Stelle di Minturno, che mi ha confermato di partecipare anche alla raccolta firme.

Le proposte politiche dei presenti - continua Valerio - si sono limitate alla prevedibile attivazione delle rispettive filiere, tra cui quella apprezzabile di Sel che farà oggetto della petizione di un'interrogazione regionale e nazionale.

Come iniziativa dal 'basso' che può rafforzare la petizione in corso quella che, a mio avviso, è la più perseguibile è la proposta esposta da Massimo Signore, ovvero una volta studiati gli atti dell'autorizzazione della Coop. 'La Marea' per la mitilicoltura valutare se esistono gli estremi per un ricorso collettivo al TAR per invalidare l'autorizzazione medesima. Sulla stessa linea si sono collocati anche i Cinque stelle. Mi auguro che Massimo Signore curi questa linea e ne sia come cittadino anche il primo firmatario. Per quanto riguarda i Cinque Stelle, considerato che sono un gruppo politico, sarà mia cura aggiornarli sulle iniziative che seguiranno a quella già tracciata dalla petizione affinché valutino la loro condivisione anche per i singoli passi successivi".

"Molto appassionato l'intervento del dr. Erminio di Nora, capolista della lista 'il Giglio', associazione nazionale fondata da Dario Vassallo (fratello del Sindaco pescatore di Acciaroli morto assassinato), che ha illustrato come da molto tempo era stato lanciato il grido di dolore sullo stato di inquinamento del nostro mare, ivi incluso l'impianto di mitilicoltura, un mare che rischia di diventare non balneabile anche a causa di generazioni di amministratori locali e non solo, poco curanti della risorsa mare. Responsabilità che sono state puntualmente ed efficacemente stigmatizzate da Giuseppe D'Acunto di Sinistra Italiana- Alternativa per Minturno nel suo appassionato intervento.

Per quello che mi riguarda - prosegue il candidato a sindaco -, oltre ad illustrare la petizione, ho ricordato che le aree sensibili sono previste dalla direttiva CEE 271 del lontano 1991che prevede che per tutti gli agglomerati con popolazione superiore a 2000 abitanti siano dotati di rete fognaria entro il 31/12/2005 e che tutte le acque reflue e non, siano sottoposte a trattamento primario o secondario (depurazione) entro il medesimo termine.

Se i tratti di mare, in quanto bacini idrici di raccolta delle acque, rientrano in determinati parametri, come il Golfo di Gaeta, possono essere individuati come aree sensibili e possono usufruire di progetti finanziati dalla CEE diretti alla depurazione delle acque e al disinquinamento della zona sensibile oltre che a specifici provvedimenti regionali e nazionali. In merito non solo non utilizziamo bene i fondi CEE ma sono in itinere sanzioni della comunità europee a diverse regioni per non aver ottemperato alla direttiva CEE 271/91 che, ovviamente, pagheranno i cittadini. Ci tocca pagare due volte, la prima con la salute per la pessima gestione delle acque e la seconda economicamente per le sanzioni impartite dalla Comunità Economica Europea. E c'è chi fa il 'dottor sottile' con la petizione".

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