Lungomare di Scauri, "no all’impianto di mitilicoltura": partita la petizione popolare

L'iniziativa di Francesco Valerio, candidato a sindaco a Minturno per la coalizione Primavera Minturnese, per impedire che la "scellerata ipotesi di installare un impianto di allevamento mitili di fronte al lungomare di Scauri possa realmente realizzarsi"

Una petizione popolare contro l'impianto di miticultura a Scauri. L'iniziativa di Francesco Valerio, candidato a sindaco a Minturno per la coalizione Primavera Minturnese - formata dalla Sinistra Italiana - Alternativa per Minturno e dal Comitato Civico "Il Giglio" -, per impedire che la "scellerata ipotesi di installare un impianto di allevamento mitili di fronte al lungomare di Scauri possa realmente realizzarsi".

"A partire dal 2010 - viene spigato in una nota - la Regione ha individuato come area sensibile del Golfo di Gaeta solamente il tratto di mare antistante la costa dei Comuni di Formia e Gaeta tagliando fuori il mare antistante la costa di Scauri e Marina di Minturno, ovvero non consentendo al Comune di Minturno di poter predisporre dei progetti di "risanamento" del mare finanziabili a livello europeo oltre che a livello regionale.

Di tali progetti di risanamento ne ha bisogno anche la costa minturnese, che subisce a causa dell'andamento delle correnti l'invasione degli inquinanti organici e inorganici provenienti anche dalla costa Formiana e Gaetana, come sanno tutti coloro che, soprattutto in estate, per bagnarsi devono farlo prima che giunga l'onda di "inquinante sporcizia" che con impressionante regolarità (dalle 10 alle 11) arriva proprio dalla sopracitata area sensibile.

A questo si aggiunge - prosegue la nota - che con la medesima delibera la Regione, pur vietando nuovi impianti di itticoltura e mitilicoltura nell'area sensibile stabilisce sia che gli impianti esistenti che, eventualmente, nuovi impianti devono essere collocati al di fuori dell'area sensibile con la garanzia che gli inquinanti prodotti da detti impianti non vengano nuovamente convogliati verso l'area sensibile, ovvero possono ben essere dirottati sulla costa di Scauri e Marina compromettendo definitivamente la balneabilità di tale costa.

L'impianto di mitilicoltura richiesto dalla ditta Marea di Bacoli in prossimità del tratto di mare antistante Monte d'Oro potrebbe essere solamente l'apripista di altri impianti che apporterebbero sostanze inquinanti ben più elevate di quelle dell'allevamento intensivo di cozze. Questo il primo motivo di opposizione all'impianto sopracitato che ha ispirato la petizione".

Ma alla riflessione economico-ambientale si aggiunge poi anche quella paesaggistica. "Solitamente - prosegue ancora la nota - gli impianti di mitilicoltura sono assimilati ad attività silvo-agro-pastorali a cui non viene applicato il vincolo paesaggistico. In altri, termini, un gregge che pascola, un rimboschimento o un coltivazione di ortaggi o quant'altro è ritenuto equivalente ad un impianto di mitilicoltura. Non può essere così poiché gli impianti di mitilicoltura incidono, sia dal punto di vista paesaggistico sia per la fruibilità del tratto di mare interessato, in modo molto più permanente delle sopracitate attività silvo-agro-pastorali. Un esempio equivalente potrebbe essere quello dell'impianto di strutture per l'agricoltura intensiva in zona paesaggistica che devono avere, invece, l'autorizzazione. Grazie anche a diversi pronunciamenti della magistratura in merito, è possibile chiedere che gli impianti di mitilicoltura siano sottoposti al vincolo paesaggistico quando essi investono tratti di mare che bagnano coste paesaggisticamente tutelate.

Ed è questo il secondo motivo della petizione che chiede: "Al Ministro dei Beni Culturali e delle Attività Culturali e il Turismo di sancire nei modi che riterrà opportuno che il tratto di mare che lambisce la costa del Comune di Minturno (costa già paesaggisticamente tutelata per legge e in cui sono presenti oltre ai beni paesaggistici e di pregevole interesse ambientale già citati anche beni culturali e archeologici di rilevanza nazionale: Castrum Argenti, l'area archeologica di Minturnae , il ponte Borbonico del Garigliano, la foce del Garigliano già porto romano di Minturnae ecc.), sia esplicitamente tutelato fino ad un miglio dalla costa poiché unitamente alla fascia costiera medesima e al fiume Garigliano rappresenta un paesaggio omogeneo di notevole interesse, che intrinsecamente e storicamente esprime un'identità culturale percepibile dei luoghi e della popolazione del Comune di Minturno meritevole di salvaguardia.

Al Presidente della Regione Lazio di fare tutto quanto è in suo potere per:
1) negare le autorizzazioni in tutto il Golfo di Gaeta per nuovi impianti di itticoltura e molluscocoltura;
2) estendere l'area sensibile fino alla foce del Garigliano che è a sua volta bacino idrico tutelato dalla legge nazionale sulla tutela delle acque;
3) attivarsi al fine di istituire un'ampia riserva marina partendo dall'area marina di reperimento di Monte di Scauri individuata come tale dalla legge 394/91.
Al Commissario Prefettizio del Comune di Minturno:
1) di aderire con apposita delibera alla presente iniziativa e, in particolare, alla specifiche richieste al Ministro dei Beni Culturali e Paesaggistici e alla Regione Lazio;
2) di fare tutto quanto sia in suo potere per mettere a disposizione dei cittadini del Comune di Minturno gli atti relativi all'autorizzazione all'impianto di mitilicoltura della Cooperativa "La Marea" di Bacoli o di altri interventi ubicati sul litorale e nel tratto di mare antistante tutta la costa del Comune".

"Per le motivazioni - conclude la nota -, invitiamo la cittadinanza tutta, senza distinzione di colore politico, a firmare la petizione, recandosi con un documento di riconoscimento valido, tutti i giovedì dalle ore 16 alle ore 18 presso il Circolo "Antonio Gramsci" in via Appia 220 a Scauri (LT), passate parola".

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