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“Il parco torni ad essere intitolato a Mussolini”: bufera per le parole di Durigon. Lui: “Polemica sterile”

Il riferimento al parco Falcone Borsellino. Il sottosegretario della Lega travolto dalle critiche per la frase detta durante l’evento al Lido replica: “Mai penserei di mettere in discussione il grande valore del servizio prestato allo Stato dai due giudici. Ma la storia non si cancella”

“Torni ad essere intitolato a Mussolini”: è montata nel corso delle ore la polemica per le parole pronunciate dal deputato pontino della Lega Claudio Durigon mercoledì sera dal palco allestito al Lido di Latina per la visita di Matteo Salvini in riferimento al parco Falcone Borsellino. Una frase che non è passata inosservata che lo ha visto finire al centro della polemica nata e cresciuta nella giornata di oggi. Nel corso del suo intervento il sottosegretario al Mef ha ricordato la storia di Latina, quella di “un popolo che nasce con un’origine di coloni veneti e friulani”. “Questa è la storia di Latina, che qualcuno ha voluto anche cancellare con quel cambio di nome al nostro parco che deve tornare a essere il Parco Mussolini che è sempre stato”. Il riferimento è al sindaco di Latina Damiano Coletta e all’intitolazione del parco ai due giudici che c’è stata nel luglio del 2017 alla presenza anche dell’allora presidente della Camera Laura Boldrini.

Mauri (Pd): “Il Parco Falcone Borsellino non si tocca"

Tra i primi ad intervenire oggi Matteo Mauri, commissario del Pd di Latina. ”Il Parco Falcone Borsellino non si tocca - ha detto -. Abbiamo appreso con sconcerto dalla stampa che il sottosegretario Durigon vorrebbe cancellare dalla città i cognomi di due eroi italiani come Falcone e Borsellino per riportare in auge quello di Mussolini. Ci troviamo di fronte a un'assurdità a cui si farebbe fatica anche solo a credere se non arrivasse da chi strizza l'occhio da sempre a una certa nostalgia che non fa onore a nessuno. E soprattutto non fa onore a una città importante come Latina, proiettata verso il futuro. Ha fatto benissimo il sindaco Coletta a intitolare il parco a due figure che si sono immolate contro il potere mafioso. Il fatto che qualcuno voglia cancellare l'anima dell'antimafia italiana e ripristinare i riferimenti al ventennio la dice lunga sui danni che la destra potrebbe produrre a Latina. La lotta per la legalità e per un'Italia più giusta dovrebbero essere le priorità per tutti. Ma a quanto pare c'è qualcuno che non condivide nemmeno i princìpi basilari. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i vertici della Lega e i colleghi di partito di Durigon che sono al governo. Aspettiamo, anche se non con grande fiducia, una loro secca smentita. Ma intanto - conclude Mauri- che sia chiaro: giù le mani dal Parco Falcone Borsellino".

“Cancellare dal parco centrale di Latina i nomi di due eroi della Nazione come Falcone e Borsellino per fare posto a quello del gerarca fascista Arnaldo Mussolini fratello del Duce. Ecco la priorità della destra nel capoluogo pontino in vista delle prossime amministrative. Una volontà esplicitata, fatto ancora più grave, da un rappresentate delle istituzioni in occasione di un evento pubblico” ha dichiarato attraverso una nota Alessandro Cozzolino, membro della segreteria del Pd Lazio. “La verità - prosegue - è che la dichiarazione infelice di Durigon, che dovrebbe chiedere scusa per questa esternazione, tenta solo di celare la totale mancanza di unità e di programmi della destra a Latina”. E mentre su Twitter il nome di Claudio Durigon è diventato trending topic, sono arrivati altri attacchi dalla politica: di “proposta indegna” ha parlato la senatrice dem Monica Cirinnà, chiedendo al premier Draghi di rimuovere le deleghe al sottosegretario, mentre Eugenio Saita del M5S ha accusato la Lega di “voler archiviare il contrasto alla criminalità organizzata, cancellando i due eroi della lotta alle mafie nel nostro Paese e di strizzare l’occhio alla destra estrema in vista delle elezioni amministrative”. “Il braccio destro di Salvini nel Lazio non dovrebbe stare nel governo Draghi da tempo, da ben prima della genialata di intitolare il parco Falcone Borsellino a Mussolini, non avendo chiarito alcunché dei rapporti opachi con i clan di Latina" ha affermato invece il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Fanno bene ad indignarsi i suoi colleghi di maggioranza - prosegue l’esponente dell’opposizione di sinistra - ma potrebbero evitare di stupirsi solo ora. Oggi Durigon, ricordando le sue origini fasciste, ha semplicemente oltrepassato un altro limite.”

Durigon: “Mai stato fascista, ma la storia non va dimenticata”

Dopo il polverone che si è alzato nelle ultime ore, il sottosegretario pontino della Lega è intervenuto attraverso Twitter nel tentativo di spiegare quella che è comunque apparsa come un’uscita a dir poco infelice. “Polemica sterile sulla notizia del parco Arnaldo Mussolini di Latina. Mai e poi mai penserei di mettere in discussione il grande valore del servizio prestato allo Stato dai giudici Falcone e Borsellino: ciò non toglie che è nostro dovere considerare anche le radici della città” scrive Durigon che poi, rispondendo al senatore dem Stefano Pedica, che gli chiede se sia vero che vuole togliere il nome ai due giudici per tornare a quello di Mussolini, spiega ancora: “Per me Falcone e Borsellino meritano molto di più di un parco che ad oggi è anche malcurato, però penso che le radici della città di Latina non debbano essere cancellate”.

Interpellato dall’AdnKronos, il deputato pontino ha poi aggiunto: “Figuriamoci se voglio andare contro due eroi come Falcone e Borsellino. Il mio intervento, in quel contesto, con le persone di Latina, voleva solo ribadire la storia della città, che non va dimenticata. La stessa storia della mia famiglia è legata alla bonifica di questa terra, stiamo parlando delle persone che hanno dato pure la vita per questo, che sono morte di malaria. Il mio non era certo un inno al fascismo, non è quella la mia intenzione, io non sono fascista, né lo sono mai stato".

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