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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica

Parità di genere nelle Giunte comunali: nel Lazio una “certificazione” per le Amministrazioni virtuose

La Giunta ha approvato le linee di indirizzo del Protocollo d'Intesa tra Regione e Anci. Nasce la “Certificazione di equità di genere” da assegnare ai comuni virtuosi

Garantire e rafforzare la parità di genere nelle giunte dei Comuni del Lazio: questo l’obiettivo principale delle linee di indirizzo del Protocollo d'Intesa tra Regione Lazio e l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani del Lazio approvate dalla Giunta regionale del Lazio su proposta dell’Assessore all’Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità, Enrica Onorati, di concerto con l’Assessore al Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa, Valentina Corrado e l’Assessore Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola, Politiche per la ricostruzione, Personale, Claudio di Berardino.

“Come Regione sosteniamo da sempre la partecipazione attiva delle donne alla vita politica e amministrativa nel nostro territorio, e lo facciamo con azioni capaci di incidere realmente nelle dinamiche tese al pieno raggiungimento della parità di genere. In questo caso - spiega il presidente della Regione Nicola Zingaretti - abbiamo scelto di puntare su uno strumento premiante le ‘Certificazione di genere’, che attribuisce una maggiorazione del punteggio, fino al 5%, ai fini della formazione della graduatoria finale dei bandi regionali. Quindi uno strumento capace di premiare le Amministrazioni più virtuose, garantendo un vantaggio competitivo rispetto alle Amministrazioni non in regola con i criteri fissati dalla normativa nazionale”. 

“Con l’approvazione di questo Protocollo, per cui un grande plauso va al prezioso lavoro svolto dalla presidente di Commissione Eleonora Mattia, vogliamo promuovere la presenza delle donne all’interno delle Giunte comunali e lo facciamo, in particolare, fissando una serie di criteri a cui dovranno attenersi tutte le strutture regionali, gli enti strumentali e le società controllate dalla Regione nella redazione di bandi e avvisi pubblici diretti ai Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti” hanno dichiarato gli assessori Onorati, Corrado e Di Berardino.

Per poter ottenere la certificazione i Comuni del Lazio dovranno dimostrare di rispettare i criteri fissati dal Protocollo: nella composizione dell’organo di Giunta ciascuno dei due sessi non può essere rappresentato in misura inferiore al 40% e aver provveduto alla costituzione del Cug. Ai Comuni che oltre alla certificazione di genere o al possesso comprovato dei requisiti indicati dimostrino che ciascuno dei due sessi non è rappresentato in misura inferiore al 40%, nelle unità di personale che riveste funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’Ente, nonché nei Consigli d’Amministrazione delle società controllate dall’ente; e di adottare il bilancio di genere, quale strumento diretto ad analizzare il diverso impatto sulla condizione di donne e uomini in ogni settore di intervento, possono essere attributi punteggi aggiuntivi rispetto a quelli già attribuiti con la Certificazione di genere, fino ad un ulteriore del 5%, sempre ai fini della costituzione della graduatoria finale dei bandi pubblici regionali cui partecipino per ottenere finanziamenti.

All’Anci Lazio viene affidato il monitoraggio e la relazione, con cadenza biennale, della composizione delle giunte comunali da trasmettere alle strutture regionali degli enti strumentali e delle società controllate che gestiscono gli avvisi e i bandi.

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