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Porto canale di Rio Martino chiuso: “Sul lastrico 24 famiglie che vivono di sola pesca"

Il duro intervento della capogruppo del M5S, Maria Grazia Ciolfi, dopo l’ordinanza della guardia costiera che dispone il divieto di accesso e uscita a qualsiasi imbarcazione per via dell’insabbiamento del fondale

Non poteva non avere ripercussioni l’ordinanza della guardia costiera di Terracina che dispone il divieto di accesso e uscita al porto canale di Rio Martino a qualsiasi imbarcazione per via dell’insabbiamento del fondale. A intervenire nelle scorse ore è stata la capogruppo del M5S, Maria Grazia Ciolfi, che sente particolarmente caro il tema della Marina di Latina. 

“La chiusura del porto canale di Rio Martino è qualcosa che non avremmo voluto vedere e che i cittadini di Latina non meritano. L’epilogo di una totale incapacità gestionale della giunta Celentano - ha detto -. Lo stop arrivato dalla guardia costiera di Terracina è una pietra tombale sui pescatori. Ma la decisione è legittima visto lo stato del canale. Inaccettabile e vergognoso, invece, l’immobilismo dell’amministrazione da cui discende un danno inestimabile per ben 24 famiglie che vivono della sola entrata della pesca. Tante sono le partite iva che rispondono ai pescatori di Rio Martino, che sono disperati, perché posti di fronte ad un bivio senza soluzioni: impossibile trasferirsi in un altro porto, perché dovrebbero rimodulare le loro attrezzature, con investimenti che non possono permettersi perché da troppo tempo i loro guadagni sono ridotti al minimo a causa dell’insabbiamento del canale. Un trasferimento, inoltre, metterebbe a rischio imbarcazioni e reti costringendoli ad operare su fondali e porti diversi da Rio Martino. I pescatori lo sanno bene, devono lavorare nei loro fondali che conoscono da sempre”. 

“La riapertura del porto canale è stata una delle prime promesse di questa amministrazione, appena insediata. In un anno nulla è stato fatto. Risale a cinque mesi fa – ricorda Ciolfi - l’interrogazione con cui chiedevo chiarimenti sul mancato dragaggio e il ritardo nella consegna all’ATI. L’assessore Di Cocco in quell’occasione dichiarava che era tutto sotto controllo e che il Comune avrebbe proceduto presto per la risoluzione dell’annosa vicenda, grazie anche al supporto di un progettista appositamente incaricato. Siamo a giugno e ancora non si vede nulla. Intanto la guardia costiera chiude tutto, a fronte di una copiosa corrispondenza con gli enti gestori e quindi con il Comune di Latina che era pertanto perfettamente consapevole dell’emergenza e le famiglie dei pescatori restano senza lavoro a causa dell’inefficienza e incapacità gestionale dell’amministrazione”. 

“Siamo stanchi delle giustificazioni fornite anche dall’assessore Addonizio che continua con lo scaricabarile delle responsabilità, attribuite alla precedente amministrazione – sottolinea ancora la consigliera del Movimento 5 Stelle -. Lo stesso assessore spiega che andrà in giunta giovedì la sottoscrizione dell’accordo di programma con il Comune di Sabaudia per la messa in sicurezza del porto, ma perché questa firma arriva solo ora? Perché non si è pensato di procedere con un intervento di somma urgenza? La gravità della situazione l’avrebbe consentito: è prevista la possibilità di attivare un protocollo emergenziale di livellamento del fondale, perché non è stato fatto e il Comune di Latina continua a ripetere che non è possibile? Quali sono gli ostacoli? A tutt’oggi sembrano solo di tipo gestionale, o ancor peggio di mancanza di volontà politica, perché invece pare che il ripascimento si farà a vantaggio degli operatori balneari anche a stagione iniziata. Abbiamo forse lavoratori di serie A e lavoratori di serie B?”, conclude Ciolfi. 
 

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