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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Prevenzione della corruzione, per il Consiglio regionale arriva il certificato di qualità

Consegnato alla segretaria generale il prestigioso riconoscimento

Il Consiglio regionale del Lazio ha ottenuto le certificazioni per la qualità (Iso 9001) e per la prevenzione della corruzione (Iso 37001). Lo ha annunciato la segretaria generale, Cinzia Felci, in apertura del convegno dedicato alla “Giornata della Trasparenza 2022” del Consiglio regionale, dedicata quest’anno proprio al tema: “Sistemi di gestione per la qualità e per la prevenzione della corruzione”. “Si tratta di un risultato che ci rende orgogliosi – ha detto, in una nota, la Felci - in quanto non richiesto ma voluto fortemente e che ci pone all’avanguardia tra tutte le assemblee regionali”.

La Corte dei Conti

Anche la Corte dei Conti, ha ricordato il presidente del Consiglio, Marco Vincenzi, ha confermato i risultati della Pisana. Vincenzi ha spiegato che “in questi anni è stato avviato un percorso che ha ridato prestigio e onorabilità all’istituzione e che oggi arriva il coronamento di questo lavoro imponente e dettagliato, al quale si unisce anche la certificazione da parte della Corte dei Conti dell’assoluta correttezza del nostro impiego delle risorse pubbliche”.

L’Anticorruzione

All’evento organizzato nell’aula Mechelli del Consiglio regionale ha partecipato anche il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busìa, il quale ha sottolineato che “quando un’istituzione si impegna in un processo che porta a migliorare la qualità del lavoro e la lotta alla corruzione, è un esempio virtuoso per tutti”. Il presidente dell’Anac ha poi aggiunto che “investire nella prevenzione della corruzione è importante, soprattutto oggi che stiamo uscendo da un momento di crisi e che le cronache giudiziarie ci mostrano come il rischio corruttivo sia sempre alto. La corruzione sottrae denaro alla collettività, viola le regole della concorrenza e fa venire meno la fiducia nelle istituzioni”. Busìa ha poi aggiunto che “investire nella prevenzione e nelle certificazioni, rispondere ai requisiti di buona amministrazione, sono tutti elementi fondamentali nella lotta alla corruzione e costituiscono la base per la trasparenza, che incentiva la partecipazione e la condivisione della società civile”.

Un lavoro di dieci anni

Il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori, ex presidente del Consiglio regionale, ha ribadito che “la certificazione ottenuta oggi conclude un lavoro durato dieci anni, durante i quali l’amministrazione ha puntato forte su trasparenza, efficienza, semplificazione e velocizzazione dei processi. I risultati si sono visti anche nella gestione della pandemia, in cui la trasparenza e la condivisione delle informazioni sono state elemento essenziale nella lotta al virus, mentre la semplificazione e la digitalizzazione dei processi sono stati elemento essenziale per garantire servizi efficienti ai cittadini”.

Infiltrazioni mafiose

Il prefetto di Roma, Bruno Frattasi, ha concluso il convegno riconoscendo al Consiglio regionale l’importanza del risultato raggiunto e soffermandosi su un’ulteriore criticità legata alla corruzione: “Il rischio corruttivo – ha detto Frattasi – oggi si associa anche al rischio infiltrativo delle mafie, che preferiscono usare la corruzione per le loro attività illecite e solo in ultima istanza ricorrono all’uso della violenza. Utilizzano la corruzione per entrare nel sistema pubblico, negli appalti, nella gestione delle risorse pubbliche”.

Il prefetto ha poi sottolineato che “la corruzione lascia delle tracce profonde nel nostro sistema pubblico, arreca un danno reputazionale alle istituzioni e provoca uno sfaldamento del sentimento di fiducia che i cittadini onesti provano per lo Stato”. Per evitare queste conseguenze, Frattasi ha detto che “la trasparenza costituisce il caposaldo della lotta alla corruzione, poiché la prevenzione è l’unica arma a disposizione contro un reato invisibile, che si consuma senza vittime apparenti, con l’accordo illecito tra corrotto e corruttore ai danni della collettività”.

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