Reddito di cittadinanza e quota 100, Medici: “Preoccupa l’attuazione delle misure”

Il presidente della Provincia di Latina, come rappresentante dell’Upi, ha parlato nell’ambito delle audizioni in Senato: "Necessario rafforzare i Centri per l'impiego"

Il presidente della Provincia di Latina Medici

E’ stato il presidente della Provincia di Latina, Carlo Meidici, come rappresentante dell’Upi, a parlare ieri nell’ambito delle audizioni in Senato sul decreto per il reddito di cittadinanza e quota 100

“La valenza di questo provvedimento e l’aspettativa che si è creata intorno a queste misure sono indubbie - ha detto inumerò uno di via Costa -. Per questo occorre massima attenzione: le nostre preoccupazioni sono per le procedure previste per l’attuazione delle misure, che sono estremamente complesse e vedono impegnate un amplio arco di soggetti istituzionali: Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Inps, Anpal, Centri per l’impiego. Servono modelli chiari e un sistema di governance al centro e a livello territoriale che consenta la piena collaborazione e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Dobbiamo evitare che si creino inutili sovrapposizioni di conseguenze e conseguenti dispersione di energie, tempo e risorse”.

In particolare, Medici ha messo in evidenza nel costo del suo intervento la necessità rafforzare i Centri per l’impiego, strutture che, negli ultimi 4 anni in particolare, hanno subito un pesante depotenziamento. “Dopo che la riforma delle Province non ha ricompreso questi servizi tra le funzioni fondamentali delle Città metropolitane e Province – ha ricordato – sono rimasti in una sorta di limbo. Ciò si è tradotto sui territori in un depotenziamento dei servizi per il lavoro, anche a causa dell’impossibilità di rinnovare i contratti del personale, e nella conseguente diminuzione della efficienza stessa degli uffici. Per questo chiediamo massima chiarezza sulle figure professionali che saranno assunte, in particolare sui cosiddetti Navigator, il cui ruolo ci appare ancora non chiaramente precisato”.

Per quanto riguarda poi “quota 100 – ha spiegato Medici – considerato che il personale delle Province ha subito una riduzione del 50% con l’attuazione della riforma del 2014 ed ha quindi già pesanti criticità rispetto alla mancanza di personale, chiediamo che sia previsto il turn over pieno di tutto il personale che aderirà a questa misura, e che questo possa avvenire nello stesso anno di cessazione del rapporto di lavoro”.

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