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Reddito energetico regionale, come funziona e a chi è rivolto

La Regione ha stanziato per la misura 7 milioni euro

La Regione Lazio coprirà tutte le spese. In cambio, gli utenti “regaleranno” la loro energia. Sono stati stanziati 2 milioni di euro per il 2023 e 5 milioni per il 2024 a favore del reddito energetico regionale, la misura pensata per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il reddito, le cui linee guida di funzionamento sono state specificate nelle disposizioni generali al collegato di bilancio di recente approvazione, si rivolgerà alle utenze residenziali domestiche o condominiali di nuclei familiari con reddito Isee non superiore ai 35 mila euro.

Reddito energetico, a cosa serve

Il reddito, che era stato approvato già nel 2021 in commissione agricoltura, servirà a coprire le spese “per l’acquisto, l’installazione, la connessione, la manutenzione, l’esercizio e l’assicurazione degli impianti”, incluse anche “le spese per le relative pratiche amministrative”. Inoltre, il beneficiario del reddito energetico non potrà dismettere l’impianto per almeno venti anni.

Diritti e doveri dei beneficiari

Gli utenti che entreranno a far parte del progetto avranno diritto all’autoconsumo gratuito dell’energia elettrica prodotta attraverso gli impianti. I crediti maturati nei confronti del Gestore dei Servizi Energetici, per la quota di produzione di energia elettrica non autoconsumata, verranno versati alla Regione Lazio che, a sua volta, li destinerà al finanziamento della misura.

Questo intervento si affianca a quello relativo alle comunità energetiche rinnovabili, pensato per creare aggregazioni sia di cittadini e sia di enti, per gestire, in maniera congiunta, i flussi energetici. Una soluzione pensata, così come per il reddito energetico, per far fronte al caro bollette ed avere un ambiente più pulito.  

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