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Venerdì, 14 Giugno 2024
Nel Lazio

Covid, la Regione sblocca i ristori alle strutture private accreditate

Il presidente Rocca: "Promesse non mantenute dalla giunta precedente. Migliaia di lavoratori erano a rischio"

Ammontano a 56 milioni di euro i rimborsi autorizzati dalla Regione Lazio nei confronti delle strutture private accreditate con il Servizio sanitario regionale durante l'emergenza Covid nell'anno 2021. La commissione regionale Bilancio ha approvato la proposta di legge. Si tratta in sostanza di un provvedimento, che era stato precedentemente approvato in Giunta, che autorizza appunto il trasferimento dei fondi dalle aziende sanitarie alle strutture sanitarie private accredite in possesso di un accordo contrattuale.

L’atto della Regione Lazio rientra nell’ambito del fondo straordinario “Ristori” per il 2020 e il 2021, gli anni più difficili della pandemia. Durante questo periodo le strutture sanitarie hanno continuato a operare nel Lazio senza interrompere i servizi, a fronte del riconoscimento di una forma di fatturazione forfetaria, pari al 90% del budget assegnato. Se per il 2020 l’amministrazione Pd aveva predisposto una delibera di recepimento della direttiva nazionale, lo stesso non è avvenuto nell’anno successivo alla luce del mancato equilibrio di bilancio nelle casse regionali.

"La proposta di legge sui debiti fuori bilancio, licenziata la scorsa settimana dalla giunta, sta compiendo un rapido iter in Consiglio regionale, dove è stata approvata in Commissione - commenta il presidente della Regione Francesco Rocca - Ringrazio l’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, il presidente della Commissione Bilancio, Marco Bertucci, e tutti i consiglieri per il lavoro che stanno compiendo. Questa legge contiene una importante norma che sblocca 56 milioni di euro ai privati come ristori Covid per l’anno 2021. Si tratta di un diritto loro concesso dal Decreto Ristori 2021. Il decreto prevedeva i rimborsi fino al 90% del budget a patto che le aziende non mettessero in cassa integrazione i lavoratori. La scorsa amministrazione regionale, a differenza del 2020, non ha recepito quella norma, non mantenendo gli impegni presi. Ancora una volta, quindi, la Giunta regionale, da me presieduta, e la maggioranza di centrodestra stanno ponendo rimedio all’inerzia e alle promesse non mantenute dalla giunta Pd e 5 Stelle, che prese in giro i lavoratori e le aziende. Per colpa di quelle false promesse erano a rischio migliaia di posti di lavoro, che abbiamo contribuito a salvare. Non si tratta né di un regalo né di un favore ai privati accreditati".

"Ai privati - ha aggiunto ancora il governatore del Lazio - abbiamo chiesto di inserire tutte le agende nel Recup, pena la revoca dell’accreditamento, e abbiamo cambiato i contratti di committenza, prevedendo delle regole più dure e stringenti. Quasi tutti hanno cominciato a fornirci le agende, un provvedimento indispensabile per abbattere le liste d’attesa e per far sì che la Regione si riappropriasse di prestazioni che vengono pagate con i soldi dei cittadini. Ma se si vuol essere credibili si deve anche essere giusti, equi e affidabili: sbloccare i ristori Covid 2021 per le aziende, che in quell’anno hanno visto calare il proprio fatturato al pari di qualsiasi altro operatore economico, era doveroso. Questo non vuol dire penalizzare la sanità pubblica, anzi. Pochi giorni fa abbiamo autorizzato oltre 9.700 assunzioni".

Alle parole del presidente Rocca si aggiungono quelle dell’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, che ha dichiarato: "Sono particolarmente soddisfatto, perché con questo provvedimento andiamo a sanare una vicenda che si trascinava da troppo tempo. Si tratta indubbiamente di uno sforzo economico, che ha evitato il rischio di gravare sulle spalle delle imprese e che la situazione avesse anche importanti ricadute sociali con la perdita di numerosi posti di lavoro. Va sottolineato, infine, che abbiamo operato in perfetta continuità amministrativa con quanto previsto, ma non mantenuto, dalla vecchia amministrazione regionale".

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