Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

“Raccolta differenziata ferma e una città sporca: maggioranza confusa nella gestione dei rifiuti”

Tutti i dubbi di Lbc sull’azione dell’amministrazione a un anno dall’insediamento: “La mancata chiusura del porta a porta pesa su cittadini e attività commerciali. Per i cassonetti intelligenti ci vogliono 7 milioni di euro”

“Porre degli interrogativi alla maggioranza rispetto ad alcune scelte politiche legate in particolare alla chiusura del ciclo dei rifiuti che riguarda circa 15mila utenze e che oggi, a un anno dall’insediamento della nuova amministrazione, ancora è ferma”. E’ la segretaria di Lbc Elettra Ortu La Barbera a introdurre la conferenza stampa del movimento per fare il punto sul tema dei rifiuti mettendo in luce le contraddizioni dell’amministrazione guidata dalla sindaca Matilde Celentano a oltre un anno dal suo insediamento.  

“Ci troviamo da due anni bloccati sulla stessa quantità di utenze che possono usufruire della raccolta differenziata e questo ha un notevole impatto sul decoro della città che era uno dei cavalli di battaglia dell’attuale sindaca. La raccolta differenzia è ferma e non sappiamo quale direzione voglia prendere l’amministrazione. La città è sporca e non chiudere il ciclo dei rifiuti, lasciando i cassonetti in buona parte del centro cittadino, crea un danno economico ai cittadini e alle attività commerciali che pagano la Tari, una tassa che continuerà ad aumentare. Ci chiediamo perché non si è tenuto conto dell’esito del sondaggio fatto da Abc che ha evidenziato un alto gradimento del porta a porta da parte dei cittadini, e non solo tra quelli che ne sono serviti. Evidenziamo poi da parte di questa amministrazione - ha concluso Ortu La Barbera - una scarsa attenzione ai temi dell'ambiente, della transizione ecologica e dell’economia circolare, e lo dimostrano le scelte legate all’isola pedonale e alla raccolta differenziata. Non sappiamo poi se il Pef diminuirà e la ricerca delle utenze nascoste non procede come ci si aspettava da parte di chi accusava la nostra amministrazione di immobilismo”.

E’ poi l’ex sindaco Damiano Coletta a ricostruire la storia di Abc e del porta a porta, “a rimettere in fila le cose perché qualcosa non torna”, soffermandosi sulla stabilizzazione di 120 lavoratori e sull’avvio del porta a porta nel 2021 e su alcuni dati. "Nel 2018 siamo partiti con una raccolta differenziata al 24% e ora siamo al 54%, ma siamo fermi a questo dato, anche se Latina non è più il fanalino di coda della nostra regione e siamo arrivati nella media del Lazio. Ma questa paralisi della differenziata pesa anche dal punto di vista economico. Inoltre nel 2019 avevamo una produzione di 47mila tonnellate di indifferenziato l’anno che nel 2023 sono scese a 20mila. E conferire meno indifferenziata significa anche pagare meno”. La consigliera Coletta ha sottolineato poi la mancanza di decoro in una città “sporca, sciatta e trascurata” con vere e proprie “discariche a cielo aperto”, nonostante l’impegno dei lavoratori. “L’assessore Addonizio - ha spiegato - ha detto che per chiudere il porta a porta in tutta la città necessiteremmo di altri 200 lavoratori, un dato irreale privo di riscontri oggettivi e teso a creare allarmismo con una narrazione di parte. Nel piano industriale redatto dai tecnici di Abc e dal Cda a gennaio infatti c’è scritto che per chiudere tutto il porta a porta nelle 10mila utenze mancanti necessiteremmo di altre 60 unità in più e per i 5mila cittadini che mancano per il centro con le dovute proporzioni ne servirebbero altri 30. Consultandoci con i sindacati poi, ci hanno detto che ne basterebbero invece 40 o 50”. 

A seguire la conigliera Isotton si è soffermata sull’importanza delle compostiere di comunità sottolineando anche come il 15% della popolazione sia esclusa dal porta a porta creando una situazione non equa perché "chi fa il porta a porta gestisce una situazione più complessa". E’ stato infine il capogruppo Dario Bellini a parlare, sulla base dei verbali del Cda, del piano industriale di cui ci sono tre versioni. Una prima di gennaio che “prevedeva un’area del centro storico, circoscritta alla circonvallazione, con 5mila utenze (10mila abitanti), rimanere con la raccolta con secchioni stradali e altre 10mila utenze da condurre dallo stradale al porta a porta, mentre quella di marzo prevede una quota di cittadinanza da lasciare alla raccolta stradale ancora più ampia pari a 15mila utenze, ben 30mila abitanti, e un investimento, sul quale i fondi ancora debbono essere trovati, di ben 7 milioni di euro. Troppa confusione e un servizio in città che langue e che vediamo tutti per quello che è, scarso nello spazzamento e nel diserbo, pessimo nella raccolta stradale e che tiene solo nel porta a porta nonostante il fenomeno degli abbandoni indiscriminati sia sempre più diffuso anche a causa dei mancati controlli di guardie ambientali”. 

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