Venerdì, 15 Ottobre 2021
Politica

Comune di Latina, rimpasto in Giunta: arrivano le prime critiche

"Comunicazione irrituale: abbiamo saputo delle deleghe assegnate dal sindaco in Commissione Commercio" commenta De Marchis (Pd) che aggiunge: "Si è trattato solo di un incrocio di nomi senza affrontare i nodi politici"

Dopo l’ufficializzazione della nuova giunta da parte del sindaco Di Giorgi – tra le novità l’ingresso in squadra di Angelo Tripodi e Alessandro Calvi e l’uscita di Pasquale Maietta, Marco Picca e Marilena Sovrani – arrivano le prime critiche.

Critiche, quelle del Pd, che non riguardano i nomi scelti dal primo cittadino ma “la comunicazione” degli stessi. “Abbiamo appreso dal neo assessore Tripodi, in maniera del tutto irrituale ovvero nel corso della Commissione Commercio, che il sindaco Giovanni Di Giorgi aveva assegnato le deleghe mettendo così la parola fine alla lunga fase di rimpasto che al Comune di Latina si è sviluppata soltanto intorno all’incrocio di nomi senza mai affrontare i nodi politici e programmatici che dall’inizio della consiliatura bloccano l’attività amministrativa” ha commentato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio, Giorgio De Marchis.

Ma c’è anche un’altra circostanza ritenuta anomala e indicativa dall’esponente democratico. “Apprendiamo dalla stampa – afferma De Marchis - che tra gli incarichi da ridistribuire ci sarebbe anche la figura del direttore generale del Comune, altra circostanza insolita e irrituale in quanto fa venire a galla lo scarso rispetto nei confronti delle istituzioni da parte degli amministratori del capoluogo pontino, che non esitano a piegare la macchina amministrativa alla logica di spartizione tra i partiti della maggioranza.

Non si è mai visto che una figura importante come quella del direttore generale – continua il capogruppo del partito di opposizione - fosse indicata non sulla base di competenze e qualità, requisiti entrambi necessari per il rilancio dell’azione amministrativa, ma sulla base dell’appartenenza partitica. È questa un’idea che entra palesemente in conflitto con il ruolo di terzietà e di buon andamento della pubblica amministrazione”.

“A questo punto – conclude De Marchis - chiediamo che il sindaco Di Giorgi venga a riferire in Consiglio comunale e ci parli anche di spunti programmatici oltre che di incasellamento delle persone, così da cercare di restituire un minimo di dignità all’istituzione cittadina che ne ha persa molta in seguito alla vicenda del rimpasto di giunta”.

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