Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Riordino Province, nessun taglio: la Consulta boccia la riforma

La Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia. Simeone: “Si tratta di una grandissima vittoria anche per Latina”

Nessun taglio alle Province. La riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia e il loro riordino, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione, non sono materie da disciplinare con decreto legge.

Questo di fatto quanto stabilito dalla Consulta, accogliendo le questioni di legittimità costituzionale sollevate da diverse regioni.

Esulta l'Unione delle Province italiane: la sentenza della Consulta, dice il presidente dell'Upi Antonio Saitta, "ristabilisce il valore della Costituzione: non si fanno le riforme istituzionali per decreto".

“Si tratta di una decisione che avvalora quanto abbiamo sempre sostenuto, che l’abolizione delle Province, non era e non può essere la panacea di tutti i mali- ha commentato Giuseppe Simeone del Pdl,  oggi consigliere regionale -. Siamo tutti concordi sulla necessità di procedere con un riordino dell’assetto istituzionale e con un conseguente contenimento della spesa. Ma ora possiamo dire che abbiamo la certezza dell’inconsistenza di un atto che non era altro se non un modo per gettare fumo negli occhi dei  cittadini che vogliono servizi di qualità e sanno che le Province possono assicurarli”.

Ricordiamo che secondo la nuova geografia, la provincia di Latina sarebbe dovuta essere accorpata a quella di Frosinone. “Si tratta di una grandissima vittoria di cui va dato merito ai giudici costituzionalisti che con la loro decisione hanno restituito dignità ad un Ente, come quello di Latina, che ha sempre svolto bene il suo lavoro. Si è evitato di dar corso a quello che altro non era se un pasticciaccio istituzionale che non avrebbe tagliato i costi ma semplicemente fatti gravare su altri Enti allontanando di fatto i cittadini dalla politica e rendendo più contorti i meccanismi burocratici. Ora dobbiamo guardare avanti e procedere ad una rivisitazione della carta costituzionale italiana indispensabile per dare un volto nuovo al nostro Paese e una certezza di futuro migliore ai nostri cittadini. Mi auguro che la decisione della Consulta possa essere un freno a chi in questi mesi ha fatto dell’abolizione delle Province un mero strumento di propaganda ai danni della collettività”.

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