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Il Tar annulla lo scioglimento del Consiglio comunale di Roccagorga

Accolto il ricorso dell'ex sindaco Nancy Piccaro: invalidati i provvedimenti di sospensione e la conseguente nomina del commissario ad acta

Il Tar di Latina ha accolto il ricorso dell’ex sindaco di Roccagorga Nancy Piccaro e annullato i provvedimenti di sospensione, con conseguente nomina di un commissario ad acta e di scioglimento del Consiglio Comunale del centro lepino dopo la mancata approvazione del bilancio.  L’ex sindaco ha chiesto dunque l’annullamento, previa sospensione, dei provvedimenti concernenti la sospensione e il successivo scioglimento dell’assise come disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, per la mancata approvazione, nei termini, del bilancio di previsione.

La ricorrente, ripercorrendo i presupposti della vicenda ed evidenziando la rapidità con cui erano stati assunti i provvedimenti impugnati ha lamentato un eccesso di potere, la violazione della legge costituzionale del 2001 e la violazione del principio di leale collaborazione, in quanto, “nonostante l’ente locale si fosse premurato di informare prontamente la Prefettura della problematica, rappresentandogli anche di aver fissato già una ulteriore seduta del Consiglio comunale alla data del 6 giugno 2022 per il superamento dello stato di stasi originatosi dalla mancata approvazione nella seduta del 31 maggio 2022, lo stesso Prefetto aveva immotivatamente e repentinamente disposto il 3 giugno 2022 la sospensione del Consiglio Comunale e la contestuale nomina del Commissario ad acta”. I giudici amministrativi hanno accolto i rilievi del sindaco di Roccagorga rilevando che l'inosservanza del termine fissato dalla legge per l'approvazione da parte del Consiglio comunale dello schema di bilancio predisposto dalla Giunta non ha come conseguenza automatica lo scioglimento dello stesso, ma comporta l'apertura di un procedimento sollecitatorio che può anche condurre all'adozione della grave misura dello scioglimento, ma solo a seguito della constatata inadempienza da parte dell'organo consiliare.

“Non risulta che la Prefettura abbia valutato l’impossibilità o la volontà del Consiglio di non approvare il bilancio – si legge nella sentenza - dato che, in relazione alla prima fattispecie, è stata la stessa Prefettura a impedire il funzionamento del Consiglio mediante un’immediata sospensione dello stesso già in data 3 giugno 2022 e – per di più – senza alcuna motivazione in concreto sulle ragioni di grave e urgente necessità previste dalla norma, richiamate solo formalmente nel provvedimento di sospensione, pur in presenza della dichiarata volontà dell’Ufficio di presidenza del Consiglio di procedere a una nuova seduta all’uopo fissata per il 6 giugno 2022. Non risulta, in sostanza, che il Prefetto  - scrivono ancora i giudici - abbia valutato quanto previsto dallo Statuto comunale sul punto, con conseguente necessità di una procedura di mediazione volta alla verifica della possibilità residua per il Consiglio Comunale di procedere all’approvazione, nel caso di specie sussistente in quanto era stata fissata la data del 6 giugno 2022 per procedere a detta approvazione. A ciò deve aggiungersi che lo scioglimento del Consiglio è stato disposto il 13 giugno 2022, prima ancora che il commissario provvedesse a redigere il rendiconto in data 15 giugno 2022. Ne consegue che la procedura di scioglimento, previa sospensione, oltre che immotivata in concreto, risulta eseguita in tempi ristrettissimi e non ha considerato l’assenza di una volontà di non procedere all’approvazione da parte del Consiglio Comunale, immediatamente sospeso nelle sue funzioni già il 3 giugno 2022”. Il Tar ha quindi accolto il ricorso e, per l’effetto, annullato i provvedimenti di sospensione, con conseguente nomina di commissario ad acta e di scioglimento del Consiglio di Roccagorga.

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