Sanità, Simeone: “Censimento sui precari e più concorsi per assunzioni a tempo indeterminato”

L’intervento del consigliere regionale pontino di Forza Italia: “Quello delle risorse umane nel campo sanitario è un tema cruciale”

“Necessario un censimento sui precari della sanità, e più concorsi per assunzioni a tempo indeterminato”. A parlare è Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sanitaria e welfare, che interviene sull’audizione congiunta con la IX commissione Lavoro, con all’ordine del giorno le problematiche connesse al personale precario impiegato nel servizio sanitario regionale. 

Per l’occasione durante la seduta sono state ascoltate le organizzazioni sindacali, l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino ed il capo della segreteria dell’assessore alla Sanità, Egidio Schiavetti.

“Ritengo quanto mai necessario procedere ad una ricognizione del personale precario di tutte le Asl del Lazio - ha detto Simeone -. Per questo chiederò alle aziende sanitarie una ricognitiva sui numeri reali dei collaboratori professionali sanitari non ancora stabilizzati. Condivido inoltre l’opportunità che si superi, per ciò che concerne i servizi infermieristici e sanitari, la cosiddetta ‘esternalizzazione’, attraverso la prosecuzione e l’incremento dei concorsi pubblici nelle aziende sanitarie per l’assunzione a tempo indeterminato delle figure necessarie all’assistenza e la cura delle persone. In tal senso è fondamentale uniformare i comportamenti delle varie Asl laziali. E’ giusto seguire il ‘modello’ Sant’Andrea, dove non è stata necessaria la prova di preselezione e si è passati direttamente per la fase concorsuale”. 

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“Quello delle risorse umane nel campo sanitario è un tema cruciale – prosegue il consigliere regionale pontino -; a mio avviso è fondamentale tenere presente alcuni numeri importanti. Nel Lazio dal 2001 al 2016 si sono persi oltre 10.000 posti di lavoro nel comparto sanitario. Occorre aggiungere che 2.500 circa sono state le uscite tra il 2016 e il 2018 e altri 7.500 sono destinati alla pensione nel quinquennio 2018-2023. Dopo il lungo periodo caratterizzato dal blocco del turn over e l'introduzione di quota 100 si accentuerà ulteriormente il problema legato all'uscita di personale del comparto, andando a creare ulteriori disagi ad una sanità laziale in grande affanno, per non dire vicina al collasso. È essenziale quindi procedere ad uno sforzo straordinario per sbloccare concorsi, procedere alle stabilizzazioni, investire maggiori risorse e accelerare i processi. Servono misure urgenti per adeguare il personale e rendere i reparti pienamente funzionanti. Da troppo tempo va avanti una situazione insostenibile per una parte consistente del personale ospedaliero di tutte le Asl del Lazio”.

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