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Sabato, 2 Luglio 2022
Politica

Diritto allo studio e diritto allo salute, ecco le proposte del Pd

Il partito democratico, nei consigli comunali che si terranno a Terracina e Latina nei prossimi giorni, avanzerà i suoi suggerimenti in materia di università e servizi ospedalieri

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Nei prossimi giorni i consigli comunali di Terracina e di Latina saranno chiamati a pronunciarsi sul rapporto tra università e servizi ospedalieri e proprio in quelle sedi il PD, al fine di garantire il diritto allo studio e alla salute per i cittadini, farà le sue proposte.

In tal senso, il Partito Democratico della Provincia di Latina, di fronte ad una politica sanitaria caratterizzata da una cattiva gestione delle risorse da parte del centro destra, si mobilità contro i tagli e l’indebolimento delle strutture pubbliche per riaffermare i principi del diritto allo studio e alla salute nel territorio provinciale.

Quello pontino è un servizio sanitario stressato da una visione politica, quella del centro destra, piegata a logiche campanilistiche che dimostra, attraverso risultati negativi, tutta la sua inadeguatezza. Con il declassamento dell’ospedale civile di Latina da Dea di II livello, il totale abbandono di presidi ospedalieri come quello del Golfo, di Sezze e Priverno, con il superficiale modo di affrontare il riassetto tra servizi ospedalieri e universitari, stiamo assistendo al progressivo smantellamento del sistema sanitario provinciale a danno sia delle strutture che dei cittadini.

A nostro parere, a questa visione, va opposta una politica della riorganizzazione e valorizzazione del sistema sanitario pontino. La caduta della sanità pontina è palesemente verificabile a partire dal confronto dei risultati ottenuti con la precedente guida regionale e le attuale scelte della Polverini:

In cinque anni di centro sinistra per la Provincia si era riusciti ad ottenere:

1. la realizzazione di una rete ospedaliera integrata e razionale che affidava a tre ospedali di Latina,Terracina e Formia la gestione delle emergenze e individuava in essi la sede delle attività specialistiche.
2.la realizzazione del dea di II livello presso l’ospedale di Latina arricchito di nuove importanti specialità (Radiologia di pronto soccorso, raddoppio dei posti di
rianimazione,emodinamica,neurochirurgia,II acceleratore per radioterapia,reparto di medicina d’urgenza), importanti attrezzature (tac,ecografi e pet) e creazione di nuovi posti letto con livelli di assistenza differenziati per gravità e bisogni assistenziali.
3. il riconoscimento del ruolo dei piccoli ospedali nell’area dell’assistenza in subacuzie e di supporto all’assistenza territoriale
4.l'aumento delle prestazioni e riduzione della migrazione dei cittadini della provincia in altre sedi di ricovero regionali ed extraregionali
5. l'integrazione dell’università pontina nei due poli di Latina e Terracina a favore del diritto agli studi per i giovani pontini e migliorando l’offerta sanitaria per i pazienti.
6.l'organizzazione dei distretti secondo criteri moderni e inizio di gestione delle malattie croniche quali il diabete secondo protocolli definiti in collaborazione con i medici di medicina generale
7.il risanamento dei debiti accumulati, facendo della ASL Latina la più virtuosa del Lazio e tra le migliori in Italia.

Con due anni di gestione del centro destra assistiamo al progressivo smantellamento della Sanità pontina ed in pericolo è l’intera comunità provinciale:

1. l’ospedale di Latina sta assumendo sempre più il ruolo di piccolo ospedale di provincia,declassato a dea di I livello,senza potere contare su nuovi ampliamenti edilizi,senza rinnovo di alcuna attrezzatura,strozzato dalla mancanza di personale.
2. ora si vuole confinare l’università a Terracina e all’Icot per dare il colpo di grazia ad un ospedale arricchito soltanto di fantomatiche strutture complesse.
3. gli ospedali di Sezze,Priverno,e Gaeta sono ormai chiusi e non assolvono alcuna funzione sostitutiva.
4. l’ospedale di Terracina individuato dalla stessa Polverini dal decreto strangola sanità come riferimento per l’emergenza in virtù della sua posizione centrale, delle sue specialità e della presenza di un forte nucleo universitario viene ridotto ad ambulatorio specialistico invece di essere completato ed arricchito secondo logica dalla strutture di ostetricia e dell’emergenza.
5. l’ospedale di Formia viene lasciato vegetare in stato comatoso e il fantomatico ospedale del Golfo finisce stritolato assieme al dea di II livello di Latina dalle logiche romano centriche che privilegiano la Sanità romana che continua ad inghiottire milioni di euro nei buchi neri S.Camillo e Policlinico.

La nostra proposta al contrario è molto chiara e si basa su una migliore organizzazione delle risorse esistenti attraverso l’eliminazione degli sprechi contenendo da una parte la spesa e dall’altro rafforzando il servizio per i cittadini. Questo a partire dal rapporto tra universitari ed ospedalieri, poiché i
miglioramenti ottenuti dalla sanità provinciale con la nascita dell’ateneo pontino sono tanto evidenti quanto irrinunciabili. Riteniamo la presenza dell’Università una ricchezza per il nostro territorio, da potenziare e valorizzare, utile alla crescita culturale, sociale ed economica della Provincia.

Quindi all’indebolimento e alla perdita di servizi del centro destra proponiamo che:
1. l’ospedale di Latina deve essere finanziato per divenire Dea di II livello ed ospitare la intensiva neonatale, la cardiochirurgia,la terapia intensiva postoperatoria,le altre specialità chirurgiche mancanti, deve assumere il personale andato in pensione e
non sostituito;
2. l‘ospedale di Latina deve essere sede di una università adeguata alla seconda città del Lazio con regole nuove e rigorose ; a tale proposito è necessario rivedere la convenzione firmata a suo tempo dalla destra che ora fa finta di non ricordarsene, salvaguardando il ruolo prioritario degli ospedalieri nell’assistenza ed assegnando con procedure concorsuali trasparenti tutti i primariati ospedalieri scoperti; le strutture universitarie la cui presenza deve essere concordata non possono essere dei meri doppioni delle strutture ospedaliere ma semmai devono essere complementari
integrandosi in strutture di ricovero comuni gestite con autonomia professionale e distinzione dei ruoli prevalentemente didattici o assistenziali. In tal senso va rivista la convenzione ASL – Università;
3. gli ospedali di Sezze, Fondi e Gaeta devono conservare il ruolo di supporto degli ospedali maggiori dedicati all’assistenza in subacuzie e di cerniera con le attività territoriali;
4. gli ospedali di Formia e Terracina devono essere il fulcro dell’assistenza di emergenza e delle specialità mediche e chirurgiche ricostituendo la dotazione di personale e l’aggiornamento delle attrezzature;
5. i distretti devono riorganizzare le attività territoriali di assistenza con strutture ambulatoriali poli - specialistiche vicine agli utenti ,l’assistenza domiciliare e la cura dei pazienti cronici con un più proficuo utilizzo dei medici di medicina generale coinvolti nella gestione dei codici bianchi durante le ore diurne e con una riforma della guardia medica istituto ormai non più rispondente ai bisogni assistenziali per una sanità che veda al centro dell’interesse i cittadini e non le politiche di clientela e di campanile;
6. il ruolo dei privati nella nostra provincia è storicamente importante e garantisce in alcune realtà quali, la clinica di Aprilia l’assistenza ospedaliera;

Altre realtà quali l’Icot rappresentano strutture eccellenti per alcune branche specialistiche e tale ruolo va salvaguardato ed armonizzato secondo i bisogni assistenziali della popolazione ;gli istituti privati quali la clinica San Marco e la clinica Villa Azzurra a Terracina sono stati riconvertiti dalla precedente amministrazione ed hanno arricchito l’azienda di strutture tipo Hospice o dedicate all’assistenza domiciliare di elevata qualificazione ,prima assenti dal panorama sanitario pontino.

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