Martedì, 16 Luglio 2024
In Comune

La sindaca Celentano: “Non prendiamo lezioni di moralità e legalità da Coletta”

La replica della prima cittadina dopo la conferenza di Lbc su chioschi, metro e la ripresa dei lavori nel cantiere Malvaso: “Un'azione vile oltre che calunniosa. Inaccettabile quello che ho ascoltato”

Si apre il fronte dello scontro tra maggioranza e Lbc dopo la conferenza del movimento di oggi nella sede di via Cattaneo. Una conferenza voluta da Latina Bene Comune per commentare alcune delle vicende che hanno caratterizzato la settimana che si sta per concludere, dall’inchiesta sui chioschi che ha fatto emergere un quadro di intimidazioni e minacce nell’assegnazione in particolare della prima struttura sul lato sinistro del lungomare, alla sentenza della Corte di Appello sulla metro fino ad arrivare a quella, molto più attuale, della ripresa dei lavori nel cantiere del cosiddetto “palazzo Malvaso”. 

“E’ inaccettabile quello che ho ascoltato dalle registrazioni della conferenza stampa di Lbc tenuta questa mattina: esibire fatti del 2017 per riversare sull’amministrazione attuale la responsabilità politica di quegli eventi è un’azione vile oltre che calunniosa” ha tuonato la sindaca di Latina Matilde Celentano che “non intende incassare in silenzio le accuse lanciate dall’ex primo cittadino Damiano Coletta quando pone interrogativi di ‘connivenze’ o esorta la politica a ‘fare scelte di campo e dire da che parte sta’”.

Pronta la replica della prima cittadina, sostenuta dalla maggioranza. “Quando Coletta, riferendosi al caso dell’edificio di Borgo Piave, dice che la sua impressione è che la politica stia andando nella direzione della restituzione e della ricerca del consenso, finge di dimenticare che il caso di Borgo Piave è identico a quello del palazzo di via Roccagorga, dove risiede un suo familiare: in entrambe le vicende gli uffici comunali, prima e dopo, hanno deciso di non proporre appello contro la decisione del Tar che ha ogni volta motivato sostenendo che non si può invocare la demolizione di un immobile se prima non è stato annullato il titolo edilizio rilasciato dal Comune. E’ successo con via Roccagorga, e gli uffici dell’amministrazione Coletta non hanno impugnato, ed è successo ora con il palazzo di Borgo Piave. Anche in quel caso, l’annullamento del permesso di costruire doveva e poteva essere assunto dall’amministrazione di Lbc, ma non da quella attuale perché i termini sono scaduti. Piuttosto ci sarebbe da domandarsi perché durante l’amministrazione Coletta si sia deciso di non andare al Consiglio di Stato per via Roccagorga e di andarci invece per la vicenda Corisma di via Ombrone. E’ per questo - insiste Matilde Celentano - che non posso accettare accuse che davvero non riguardano me e nemmeno l’amministrazione che dirigo”.

“Vogliamo parlare delle transazioni e di quello che è costato al nostro Comune il caso Latina Ambiente? Coletta vuol far finta di non sapere che quella società promette di chiudere il fallimento con un attivo di 4 o 5 milioni di euro al netto di tutte le spese per onorare le pretese dei creditori e le parcelle della procedura? E vuole anche fingere di non sapere che le transazioni vengono proposte dagli uffici e autorizzate con parere favorevole dell’avvocatura? Qui siamo ben oltre la demagogia, questa è malafede”.

E in conclusione la sindaca Celentano si sofferma anche sul passaggio relativo all’annunciata costituzione di parte civile di Lbc nel processo sulla vicenda dei chioschi: “La frase pronunciata all’indirizzo dell’attuale vicesindaco da uno degli indagati colpiti da misura restrittiva, è una frase che comunque la si voglia leggere vede l’amministratore nella veste di una persona minacciata, e dunque non può essere usata anche in questo caso per seminare sospetti sull’operato dell’amministrazione. E voglio essere chiara, anzi chiarissima, ho l’abitudine di prestare fede a quello che dico, e come stiamo facendo da quando ci siamo insediati, ci costituiremo parte civile anche nel processo contro le persone accusate di aver turbato la gara dei chioschi. Questa maggioranza - chiosa la prima cittadina - non ha bisogno delle lezioni di moralità e di legalità che Coletta vuole continuare a elargire sempre tenendo un occhio aperto sui comportamenti altrui e uno chiuso sui propri”.

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