Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Soppressione delle province, nel Lazio Latina sempre più a rischio

Varata dal Cdm la circolare con i criteri per la riduzione: 350mila abitanti ed estensione non inferiore ai 2500 chilometri quadrati. In bilico anche Viterbo e Rieti, salve Roma e Frosinone

Sembrano presagirsi scenari inquietanti per la provincia pontina. Nella giornata di oggi nella riunione del Cdm è stata varata la circolazione con i criteri per il riordino delle province, e non sembrano arrivare buone notizie per Latina. Si passa dai tre requisiti annunciati nel mese scorso a due, ma la storia non dovrebbe cambiare: la provincia pontina è sempre più destinata ad essere soppressa e accorpata a quella di Frosinone.

Stando a quanto si apprende i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati.

Cosa accade allora nel Lazio? Sulla base dei dati Istat, secondo l’Ansa si salverebbero Roma e Frosinone, mentre andrebbero accorpate oltre a Latina anche Rieti e Viterbo (con ogni probabilità queste ultime in un’unica provincia).

PRESIDENTE DELLA REGIONE RENATA POLVERINI - Una notizia che non è stata accolta di buon grado dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

“L’Italia non è un deserto dove i confini si possono determinare con un semplice tratto di penna ma il Governo, purtroppo, sembra pensarla diversamente: proveremo a fargli cambiare idea forti dell’appoggio, bipartisan, dei parlamentari, deputati e senatori, del Lazio” ha dichiarato la governatrice del Lazio.

“Con i nuovi criteri relativi alle Province – aggiunge - al danno si è aggiunta, almeno per quanto riguarda il Lazio, anche la beffa: rischiamo di perdere la provincia di Viterbo per 30.000 residenti in meno del necessario e quella di Latina per 49 kmq in meno di quanto stabilito con il decreto votato oggi dal Consiglio dei Ministri. Rieti, invece, avrebbe chilometri quadrati in abbondanza, ma non abbastanza abitanti secondo una proporzione che non risponde né a logiche di risparmio concrete e realistiche, né a criteri storici, economici o sociali. Persino Frosinone, che pure avrebbe tutti i requisiti sanciti dal decreto odierno, si salverebbe in modo virtuale, considerato che perderebbe il capoluogo”.

“Spero comunque – conclude Polverini - che si possa lavorare a qualche piccola modifica di buon senso che raccolga le istanze dei nostri territori e la volontà di tutte, o quasi, le forze politiche presenti in Consiglio Regionale”.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO, MARIO ABBRUZZESE – Le fa eco anche il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese. “Dobbiamo metterci in testa che non c'è più l'Italia alla quale eravamo abituati e nella quale vivevamo. Con le decisioni assunte in queste ore dal Consiglio dei Ministri, nel Lazio nascerà una provincia a Nord e un'altra a Sud di Roma" ha affermato Abbruzzese durante un suo intervento su Teleuniverso riportato dall’Ansa.

Torno a ribadire - ha continuato Abbruzzese - che le Regioni devono avere un ruolo in questo riassetto del territorio, anche perché si rischiano situazioni paradossali: nel sud Lazio sparirà l'attuale provincia di Latina che si fonderà con quella di Frosinone e il capoluogo della nuova provincia sarà Latina (cioé il capoluogo della provincia soppressa) perché è la città con più abitanti".

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