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Spese giudiziarie a carico dei Comuni, il no del sindaco Di Giorgi

Il primo cittadino è intervenuto durante l'assemblea dell'Anci: "Questo tipo di spese siano a carico dell'Amministrazione della Giustizia; si tratta di un grave peso sui bilanci di molti Comuni"

È intervenuto ieri durante l’assemblea nazionale straordinaria dell’Anci, aperta non solo ai sindaci ma anche agli amministratori comunali, per discutere le decisioni del Governo in merito alle questioni economiche finanziarie degli enti locali.

Il primo cittadino di Latina, Giovanni Di Giorgi, ha infatti partecipato alla riunione durante la quale il presidente Piero Fassino ha ribadito come gli sforzi dell'Anci siano orientati verso tre particolari obiettivi: garantire ai comuni le stesse entrate ottenute nel 2013, con la copertura delle detrazioni a favore dei redditi bassi e delle famiglie con figli; l'allentamento del patto di stabilità e rilanciare l'autonomia dei comuni in tutte le sue forme: finanziaria, amministrativa e organizzativa.

Nel suo intervento, invece, il sindaco Di Giorgi ha ribadito l'importanza del ruolo dei Comuni come forza propulsiva del Paese. "È dai Comuni che hanno il contatto con il territorio che il Governo centrale deve ripartire, con una politica orientata a valorizzare e salvaguardare gli enti locali e la loro gestione virtuosa. Al tavolo dell'ufficio di presidenza Anci vi è la mia proposta di Eliminare la legge 24 aprile 1941, n. 392 per non far gravare più sui Comuni il peso delle spese per gli uffici giudiziari.

In questa sede - ha concluso il sindaco Di Giorgi - sento il dovere di pungolare fortemente il Governo ed il Parlamento affinché venga superato questo sistema di copertura dei costi degli uffici giudiziari con l'abolizione della legge 24 aprile 1941 n. 392, ponendo a totale carico dell'Amministrazione della Giustizia la gestione diretta delle spese in modo da garantire responsabilità, efficacia ed efficienza nella spesa".

La proposta Di Giorgi sarà portata dall'Anci all’attenzione del Governo Letta. “Questa legge – ha detto il sindaco di Latina -  che prevede il “Trasferimento ai Comuni del servizio dei locali e dei mobili degli Uffici giudiziari”, pone anacronisticamente a carico dei Comuni le spese per la gestione degli uffici giudiziari che poi sono rimborsate dal Ministero della Giustizia con l’erogazione di un contributo economico annuo, mai integrale. Si tratta di un grave peso sui bilanci di molti Comuni. Nel relativo capitolo di bilancio del Ministero della Giustizia sono iscritti per l’esercizio in corso solo 79,8 milioni di euro mentre le spese sostenute dai Comuni relative all’anno 2012 sono di oltre 300 milioni di euro, già anticipati dalle casse delle amministrazioni comunali”.

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