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Stipendi per il personale, il Comune di Latina tra i più virtuosi in Italia

E’ quanto emerge dal report elaborato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana. Il Lazio invece è la terza regione con gli importi più elevati di uscite per questa voce

Latina è tra i capoluoghi italiani più virtuosi per quanto riguarda la gestione della spesa per gli stipendi del personale a tempo indeterminato. A farle compagnia altri 15 in tutto il Paese, mentre il Lazio è la terza regione con gli importi più elevati di uscite per questa voce, dietro solo alle due isole di Sicilia e Sardegna. 

E’ quanto emerge dalla speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell’ambito del progetto “Pitagora”, che prende in esame i costi sostenuti nel 2022 da Regioni e capoluoghi di Provincia (sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report).

A risultare più “virtuosi” per questa voce di costi dell’ente, che hanno quindi ottenuto il massimo rating, ‘promossi’ con la tripla AAA, i Comuni di Latina (10.187.407,16 euro), Taranto (16.425.622,53), Foggia (13.047.208,42), Catanzaro (5.701.930,98), Reggio Calabria (18.455.610,19), Barletta (7.006.045,82), Andria (7.459.730,75), Prato (20.276.738,02), Caserta (5.882.197,43), Siracusa (13.098.276,06), Napoli (105.003.717,11), Trani (4.554.441,61), Vibo Valentia (2.518.876,58), Agrigento (5.177.006,51), Crotone (5.686.960,88), Sassari (15.612.624,11).

Folto anche il gruppo di città che risultano fra le più virtuose per questa voce di spesa, ottenendo la doppia AA: Brindisi, Parma, Messina, Reggio Emilia, Lecce, Matera, Bari, Lodi, Livorno, Chieti, Frosinone, Teramo, Catania. Ma anche il gruppo che si è aggiudicato la A: Trapani, Cosenza, Benevento, Viterbo, Monza, Perugia, Isernia, Palermo, Salerno, Verona, Cagliari, Rovigo, Ravenna, Ferrara, Modena, Terni, Cuneo.

E’ Roma il capoluogo di provincia che, in valori assoluti, ha la maggiore uscita di spesa per gli stipendi del personale a tempo indeterminato, raggiungendo nel 2022 la cifra record di 546.275.348,53 euro. E’ Isernia invece il capoluogo di provincia più ‘parsimonioso’: ha destinato nel 2022 solo 2.142.814,90 euro. La Sicilia è poi la regione italiana che, in valore assoluto, detiene il record per le spese sostenute per gli stipendi del personale a tempo indeterminato: 393.947.467, 17 euro nel 2022. Tanto da meritare il rating ‘C’, nella speciale classifica elaborata. Subito dopo, fra le regioni con gli importi più elevati di uscite per questa voce, superiori ai 100 milioni di euro, spiccano, nell’ordine: Sardegna (137.542.978,80), Lazio (135.796.573,64), Friuli Venezia Giulia (118.255.424,30), Campania (114.762.720,91), Valle d’Aosta (113.230.677,01). Fra gli importi più elevati, compresi fra i 50 e i 100 milioni di euro, seguono: Emilia-Romagna (94.344.212,16), Toscana (77.208.563,58), Piemonte (76.250.240,77), Lombardia (69.412.107,45), Veneto (62.167.845,48), Puglia (58.852.020,84), Calabria (52.122.826,01), Marche (50.629.201,72).

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