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Tasse in Consiglio: duro scontro in aula sugli aumenti in vista

Dopo Irpef e Tasi arrivano aumenti anche per la Tari; scontro tra maggioranza e opposizione. Sindaco: Le difficoltà dei Comuni dipendono dai tagli del Governo". Pd: "Tasse al massimo per incompetenza dell'amministrazione"

Altro duro scontro ieri durante il Consiglio comunale: al centro ancora le misure di bilancio e in particolare le tasse con aumenti in vista non solo dell’Irpef e della Tasi, ma ora anche della Tari, la tassa sui rifiuti.

Un aumento che secondo l’amministrazione è da imputare, come ha tenuto a ribadire il sindaco Di Giorgi, “ben note difficoltà peraltro identiche a tutti i Comuni italiani, dovute ai tagli imposti dal Governo centrale per il contenimento della spesa pubblica: il Governo ha ormai ridotto i Comuni a “gabellieri di Stato”, scaricando sull’ente locale l’imposizione fiscale e costringendo sindaci e amministratori ad aumentare la tassazione nei riguardi dei cittadini.

Deve essere chiaro - prosegue il primo cittadino intervenuto per chiarire i punti in particolare sull’addizionale Irpef e Tari - che la misura della tassazione che il Comune è costretto ad applicare dipende da ciò che viene imposto dal Governo centrale o, come accade ad esempio per il Pef della Latina Ambiente, dalla Regione che ha aumentato le tariffe sui rifiuti costringendo il Comune a fare altrettanto”.

LA POSIZIONE DEL SINDACO DI GIORGI

Al termine del Consiglio comunale di ieri e per fare delle precisazioni sulle bollette Tarsu - legate al Pef - è voluto intervenire anche il vice sindaco e assessore all’Ambiente Fabrizio Cirilli che ha voluto fare alcune precisazioni.

“Le bollette che dovranno pagare i cittadini aumenteranno rispetto allo scorso anno esclusivamente a causa dell’aumento di oltre 1.500.000 euro imposto dalla Regione Lazio (PD) rispetto alla tariffa di conferimento. A questo aumento, che equivale ad una vera e propria “stangata” - prosegue Cirilli -, è affiancata una politica scellerata della Regione Lazio che calando sul nostro territorio nuovi impianti, nuove discariche e l’ampliamento delle vecchie in modo indiscriminato, in barba ad inquinamento e mancate bonifiche, e in totale assenza di pianificazione e programmazione rispetto alle quantità di rifiuti prodotti. Forse è proprio alla luce di ciò che si comprende il livello delle contestazioni mosse in aula rispetto all’aumento delle tasse sui rifiuti cercando di fatto spasmodicamente le “pagliuzze” al fine di evitare di evidenziare ‘le travi’”.

“Ed allora -conclude l’assessore - per l’ennesima volta ci troviamo a denunciare: che il nostro territorio grazie alla Regione Lazio sta diventando il polo industriale per lo smaltimento dei rifiuti di mezza Regione; che ciò sta accadendo in barba all’inquinamento in corso e alla mancata corretta bonifica dei luoghi; che il tutto accade in un contesto in cui la Regione Lazio ha raddoppiato, con le nuove tariffe il costo di conferimento dei rifiuti, soldi che per legge vengono rilevati direttamente dalle tasche dei cittadini: gli stessi cittadini a cui contemporaneamente qualcuno si affanna a voler far credere che la colpa di tutto ciò è legata al Piano Economico e Finanziario approvato dal Consiglio Comunale che di fatto è l’esatta fotocopia dello scorso anno”.

Non è dello stesso avviso il capogruppo del Pd in Consiglio, Alessandro Cozzolino. “A Latina ci saranno tutte le tasse al massimo e questo è accaduto per incompetenza di un’amministrazione che non ha mai pensato a pianificare nulla ed ora si ritrova in concreta difficoltà amministrativa e politica” ha commentato ieri dopo la seduta.

“La Tari, la nuova tassa sui rifiuti, a Latina non è modificabile perché l’amministrazione non è in grado di fornire dei dati oggettivi sul conferimento dei rifiuti provenienti da privati e dalle aziende. Senza numeri alla mano, come per esempio le tonnellate di rifiuti provenienti dai rispettivi comparti, non è possibile modificare e modellare la tassa. Il comune non è stato in grado di gestire il conferimento e per questa sua inadempienza ha potuto a portare al massimo la tariffa senza fare i distinguo di sorta”.

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