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Rifiuti / Aprilia

Termovalorizzatore: venti sindaci del Lazio scrivono a Gualtieri, fra loro anche il primo cittadino di Aprilia

Una lettera indirizzata al sindaco di Roma per chiedere un incontro urgente sull'impianto di Santa Palomba

Venti sindaci dell'area sud di Roma scevino al sindaco di Roma Roberto Gualtieri per avere informazioni sul termovalorizzatore che entrerà in attività nel 2026. Fra loro c'è anche il primo cittadino di Aprilia Antonio Terra, che aveva già esperesso la sua netta contrarietà alla realizzazione dell'impianto di Santa Palomba. A chiedere un incontro urgente al primo cittadino di Roma sono anche i sindaci di Albano Laziale, Ardea, Ariccia, Castelgandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca Priora, San Cesarei, Velletri, Zagarolo.

Nelle previsioni l'impianto smaltirà 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati l'anno e sarà collocato in un'area industriale nel quadrante di Santa Palomba, nel Municipio IX di Roma. L'impianto di smaltimento rifiuti però desta "una profonda preoccupazione" negli amministratori locali dei territori limitrofi al futuro inceneritore. Così venti sindaci dell'area sud della provincia di Roma, dei Castelli Romani, del litorale e del pontino hanno scritto una lettera indirizzata a Gualtieri e al presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori, per chiedere "un incontro urgente, per rappresentare dettagliatamente le forti preoccupazioni, cercando soluzioni praticabili per tutti".

"Il piano dei rifiuti di Roma Capitale - scrivono i primi cittadini -, sebbene atteso da molti come strumento necessario per risolvere l'annoso problema, ha creato enormi preoccupazioni in tutti i nostri territori, in particolar modo nell'ubicazione del sito e nella inevitabile volontà di non rispettare le indicazioni europee sul raggiungimento della raccolta differenziata nella Capitale, che oggi si aggira sotto al 45 per cento, al contrario delle attività svolte nei nostri territori che, con la preziosa collaborazione dei cittadini, ha superato la soglia del 65 per cento richiesta, arrivando addirittura, in alcuni casi, a oltre l'80 per cento. Queste e altre perplessità - sottolineano -, sono state ampiamente rappresentate mediante puntuali osservazioni, durante la procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas) ma, in maniera poco qualificante, non sono state minimamente prese in considerazione e valutate né nella fase istruttoria, né nell'atto finale".  

Secondo i venti sindaci il futuro impianto di smaltimento rifiuti "pur dichiarando nelle premesse la completa adesione agli obiettivi del Piano nazionale di gestione rifiuti (Pnrr) non declina nei fatti, azioni coerenti a quanto dichiarato, riportando indietro nel tempo". L'inceneritore, inoltre, "è completamente assente di qualsiasi concreta strategia volta a ottenere la riduzione dei rifiuti all'origine, così come non risultano previsti investimenti su centri per la preparazione al riutilizzo della materia prima, seconda e centri di riuso". In particolare modo "risulta carente la strategia di gestione della frazione umida" e "grande preoccupazione è rivolta al transito veicolare, con l'appesantimento del passaggio di un ingente numero di mezzi pesanti che dovranno percorrere una strada già fortemente compromessa dal notevole traffico e dalla scarsissima tenuta del sedime stradale".  

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