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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica Terracina

Ondata di arresti nel Comune di Terracina, le reazioni della politica

Nessun commento dai vertici di FdI, ma intervengono i rappresentanti degli altri partiti

Arrivano le prime reazioni sul caso Terracina e sugli arresti che hanno travolto l'amministrazione comunale, primo fra tutti quello della sindaca Roberta Tintari (FdI), del suo ex vicesindaco e del presidente del consiglio. Nessun commento ufficiale da parte del senatore Nicola Calandrini e silenzio assoluto anche da parte degli altri esponenti del partito, quelli locali e quelli nazionali.

Il primo a intervenire è invece il commissario provinciale della Lega Giancarlo Rufa, che chiede che in città si torni subito al voto: ''La comunità di Terracina - commenta - torni al voto, affinché sia assicurata una guida amministrativa autorevole in questa fase delicata per la città e la società nel bel mezzo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, della crisi economica e della pandemia'. Nel pieno rispetto dei principi garantisti nei confronti degli arrestati e degli indagati, la Lega, forza di opposizione del governo Tintari, ritiene che Terracina non possa restare nell'immobilismo amministrativo''.

Per il deputato pontino Raffaele Trano invece quanto accaduto all'amministrazione di Terracina non è che "la più emblematica delle conferme sui timori che da molti mesi ormai sto esprimendo in merito al metodo e al merito che la politica in provincia di Latina adopera per raggiungere e gestire un potere malato". "La provincia di Latina - aggiunge Trano - è da tempo in piena metastasi per corruzione e inquietanti contiguità criminali. A Terracina, quella di questa mattina, è la seconda ondata di arresti eccellenti in appena sette mesi nell’abito della politica locale. E non possiamo certo dimenticare le manette, le indagini e i procedimenti penali che vanno continuamente in scena per sindaci assessori e dirigenti comunali tra Minturno, Gaeta, Sabaudia, Formia, amministrazione provinciale, Consind e tutto il territorio provinciale. Abbiamo una classe politica che dice di vincere elezioni con il consenso popolare e invece scopriamo che è solo capace di manovrare il potere con la corruzione, le truffe, il crimine. Questa non è democrazia". Il deputato ne ha anche per la procura di Cassino, competente per l'area del sud pontino: "Mentre dalla Procura di Latina, che estende le proprie competenze fino alle porte del Golfo di Gaeta, vediamo andare in scena indagini inquietanti ciò che sorprende è che la procura di Cassino sembra invece non ravvisare eguali dinamiche nel sudpontino dove pure non mancano ombre ben più gravi".

La consigliera regionale Gaia Pernarella, del Movimento 5 Stelle, originaria proprio di Terracina, si dice "allarmata, non tanto per i pur gravi reati contestati agli arrestati che avranno certo modo di potersi difendere adeguatamente e provare la propria innocenza, quanto per il numero degli indagati coinvolti, ben cinquanta ho letto, tra funzionari pubblici, imprenditori e cittadini, che da anni, secondo le indagini della Procura, portavano avanti un sistema collaudato di traffici illegali a danno della collettività". "Proprio per l'altro numero dei coinvolti - aggiunge - credo che nessuno in città possa seriamente dire di non averne saputo mai nulla, ancora di più rileggendo il messaggio che il procuratore capo di Latina De Falco, nel trentennale della strage di via D'Amelio, ci ha fatto giungere diffondendo le notizie che abbiamo poi appreso nel corso della mattinata: 'l’attività di informazione è propedeutica anche ad acquisire nuove fonti di prova riguardo altri fatti analoghi in corso di indagine, in quanto la conoscenza degli interventi effettuati può stimolare la fiducia della collettività sull’efficacia dell’azione giudiziaria a tutela degli interessi dei cittadini'".

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