Toponomastica al femminile, Comune di Formia dal presidente Laura Boldrini

Il sindaco e la delegata alle Pari Opportunità ricevuti dal presidente della Camera per il contributo offerto alla causa della parità di genere con la decisione di intitolare 23 strade ad altrettante donne distintesi per meriti in campo sociale, culturale e scientifico

Sono stati ricevuti a Montecitorio dal presidente della Camera Laura Bordini come “riconoscimento per il contributo offerto alla causa della parità di genere con la decisione della giunta di intitolare 23 strade della città ad altrettante donne distintesi per meriti in campo sociale, culturale e scientifico” il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo e la delegata alle Pari Opportunità Patrizia Menanno. 

All’incontro erano presenti anche il primo cittadino di Catania Enzo Bianco, promotore di importanti iniziative sul fronte del contrasto alla discriminazione delle donne, la Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Teresa Amici, l’ex vicepresidente della Camera Carlo Leoni e Patrizia Minnelli dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Nel ribadire l’esigenza di una svolta istituzionale, culturale e di linguaggio che favorisca un progressivo superamento delle differenze di genere ed una sostanziale equiparazione tra uomini e donne nei diversi campi della vita, la Presidente Laura Boldrini ha voluto “sottolineare il profondo valore simbolico di iniziative come quelle intraprese dai Comuni di Formia e Catania per una riforma progressiva della toponomastica che attribuisca alle donne la dovuta dignità”.

“Nel rivedere la toponomastica cittadina – ha spiegato il primo cittadino di Formia -, ci siamo accorti che, su circa centotrenta strade, solo dieci erano intitolate a donne, per lo più Sante o comunque esponenti del mondo religioso. Dovendo intitolare trenta strade abbiamo deciso di invertire questa tendenza. Ventritré sono state intitolate a donne e solo sette a uomini. 

Intendiamo proseguire in questa direzione con l’obiettivo di equilibrare almeno al 50% la toponomastica cittadina. Ci sembra il minimo che si possa fare per mandare un segnale chiaro. E’ naturalmente un gesto simbolico ma è anche vero che si tratta di un gesto possibile. Se lo facessero tutti gli oltre otto mila comuni italiani, quello di Catania e Formia diventerebbe un esempio virale capace di offrire un contributo reale alla svolta culturale e civile di cui il Paese ha bisogno”.

 “Dobbiamo dare alle donne ciò che è delle donne – ha dichiarato il presidente Laura Boldrini -. Mi rivolgo alle Istituzioni comunali, ai candidati sindaci e alle candidate sindache perché considerino la necessità di rivedere la toponomastica delle loro città. L’Associazione Italiana di Toponomastica Femminile ci dice che solo il 4% delle strade sono dedicate alle donne e queste donne sono quasi sempre Sante. Il Paese ha prodotto donne di cultura, di scienza, donne impegnate nella politica e nelle Istituzioni che meritano un riconoscimento. Per questo sono grata al Sindaco di Formia e a quello di Catania. E’ una battaglia di civiltà che va combattuta superando ogni tipo di resistenza. I simboli - ha concluso la Presidente della Camera - sono importanti, tanto più se posti al servizio di una causa giusta”.

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